8 Gennaio 2002

I consumatori insorgono: «Salato il conto dell`euro»

ROMA ? L`allarme è di quelli che lasciano senza fiato: secondo le associazioni dei consumatori Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori, il changeover lire-euro preleverà dalle tasche delle famiglie italiane oltre un milione di lire in più per nucleo (557,7 euro). I motivi? Gli aumenti ingiustificati dei prezzi che nella media, giurano le associazioni, sono del 14%. Per questo, ai cittadini deve essere riconosciuto dall`Ue e dal governo un risarcimento di almeno 100 mila lire a famiglia per il 2002. Gli aumenti, che colpiscono principalmente i prodotti alimentari, i farmaci, le commissioni bancarie, i ticket per i trasporti pubblici (tutti generi considerati quasi `di prima necessità`), comporteranno anche un balzo dell`inflazione che, a giudizio delle associazioni, ha cominciato a galoppare già con la distribuzione dei kit di euro a 25 mila lire ma contenenti 12,91 euro, pari a 24.997 lire. Che fine hanno fatto, si chiedono le associazioni, le 3 lire di differenza? In quali tasche sono finite? Nessuna risposta concreta, al momento, come nessuna reale contrarietà all`ingresso dell`euro, salvo il fatto che «è ingiustificabile ? commenta il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti ? che si utilizzi una legge europea e un evento tanto importante per aumentare i prezzi».«Il governo dia applicazione alla delibera del Cipe sulle modalità di conversione dei prezzi in euro ? ha poi chiesto Carlo Pileri dell`Adoc ? perchè non si può pretendere che i commercianti si comportino bene se è proprio lo Stato a dare il cattivo esempio con aumenti tariffari che riguardano le aziende pubbliche». Immediata, e seccata, la replica di Sergio Billè, presidente Confcommercio: «Si tratta solo di casi sporadici e a gennaio l`effetto del changeover sui prezzi dovrebbe incidere solo dello 0,1-0,2%, mentre l`effetto complessivo sull`inflazione dovuto più che all`euro all`aumento delle tariffe e dei prezzi legati al mercato degli oligopoli, dovrebbe aggirarsi sullo 0,4%. In sostanza, dice Billè, «i furbi verranno denunciati, ma quelli che davvero hanno tentato di farlo sono davvero pochi. In questi giorni stiamo assistendo a una vera e propria nevrosi da arrotondamento». Comunque, «diffondere dati e informazioni ? ecco la risposta alle associazioni dei consumatori ? che non hanno alcun valore statistico significa non solo alimentare la confusione, accrescere il disorientamento dei consumatori, ma creare anche i presupposti per possibili turbative di mercato che non avvantaggerebbero nessuno, meno che tutti i consumatori».

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