Tassa sui rifiuti, nuove polemiche dopo gli aumenti
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Il Codacons si sta facendo portavoce delle istanze di numerosi cittadini che non intendono pagare
Tassa sui rifiuti, nuove polemiche dopo gli aumenti
Secondo l`Associazione dei consumatori l`atto amministrativo sarebbe illegittimo
CEGLIE MESSAPICA Non si placa la protesta del Codacons contro l`aumento consistente della tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Un aumento che viene ritenuto ingiustificato e per alcuni aspetti l`atto deliberativo prodotto dal commissario prefettizio (delibera n. 89 del 29 maggio 2001) risulterebbe illegittimo. E vediamo qual è la tesi sostenuta dal Codacons. «Innanzitutto -sostiene il coordinatore provinciale dell`organismo per la difesa dei diritti degli utenti, avv. Vincenzo Vitale – le tariffe della tassa non sono commisurate alla potenziale capacità dei locali di produrre una maggiore o minore quantità di rifiuti, come la legge richiede». Ma non solo: «Dal costo complessivo del servizio – sostiene il Codacons – non sembra essere stato detratto un importo compreso tra il cinque ed il quindici per cento a titolo di costo dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani».
E Vitale spiega meglio il concetto. «Lo smaltimento dei rifiuti – sostiene – non inerisce, sul piano giuridico, anche al servizio di spazzamento delle vie pubbliche la cui spesa è sostenuta dalla collettività nel suo insieme e come tale gravante sulle entrate in generale dell`ente locale». Ma ci sono anche altre questioni sulle quali il Codacons eccepisce e chiede la riduzione della tassa. C`è la questione inerente il costo della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio che per legge «sono posti a totale carico dei produttori e degli utilizzatori», gli uffici comunali che «pare siano stati esentati dal pagamento della tassa, con aggravio a carico degli altri contribuenti tenuti al pagamento del tributo». L`avv. Vitale sostiene che «i cittadini hanno ragione di lamentarsi dell`aumento, considerato che non era, comunque, obbligatorio coprire interamente per l`anno 2001 il costo del servizio». E si richiama al comma uno dell`art. 33 della legge 488/99» dal quale risulterebbe come «l`integrale copertura del costo del servizio è obbligatorio solo dal 1° gennaio 2005 per i Comuni che, come Ceglie, abbiano raggiunto nell`anno 1999 un grado di copertura dei costi tra il 55 e l`85 per cento». Anche per questa ragione il Codacons ha chiesto al commissario prefettizio «di trovare un`intesa sulla riduzione della tassa per essere certi che questa riguardi tutti e non solo i più ambienti che, assistiti da validi professionisti, sanno di aver ricevuto solo un avviso di pagamento e, comunque, hanno i mezzi finanziari per proporre ogni impugnazione prevista dalla legge».
E rincara la dose il rappresentante locale del Codacons, geom. Gaetano Suma secondo il quale «l`inasprimento fiscale deliberato non appare giustificato e, se il Comune non intenderà trovare una soluzione, chiameremo i cittadini alla mobilitazione non escludendo l`impugnazione della delibera».
Per scongiurare il tutto l`organismo a difesa dei diritti dei consumatori ha chiesto un incontro con il commissario prefettizio.
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