7 Dicembre 2001

Tassa sui rifiuti, nuove polemiche dopo gli aumenti

ceglie messapica

Il Codacons si sta facendo portavoce delle istanze di numerosi cittadini che non intendono pagare

Tassa sui rifiuti, nuove polemiche dopo gli aumenti

Secondo l`Associazione dei consumatori l`atto amministrativo sarebbe illegittimo

CEGLIE MESSAPICA Non si placa la protesta del Codacons contro l`aumento consistente della tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Un aumento che viene ritenuto ingiustificato e per alcuni aspetti l`atto deliberativo prodotto dal commissario prefettizio (delibera n. 89 del 29 maggio 2001) risulterebbe illegittimo. E vediamo qual è la tesi sostenuta dal Codacons. «Innanzitutto -sostiene il coordinatore provinciale dell`organismo per la difesa dei diritti degli utenti, avv. Vincenzo Vitale – le tariffe della tassa non sono commisurate alla potenziale capacità dei locali di produrre una maggiore o minore quantità di rifiuti, come la legge richiede». Ma non solo: «Dal costo complessivo del servizio – sostiene il Codacons – non sembra essere stato detratto un importo compreso tra il cinque ed il quindici per cento a titolo di costo dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani».

E Vitale spiega meglio il concetto. «Lo smaltimento dei rifiuti – sostiene – non inerisce, sul piano giuridico, anche al servizio di spazzamento delle vie pubbliche la cui spesa è sostenuta dalla collettività nel suo insieme e come tale gravante sulle entrate in generale dell`ente locale». Ma ci sono anche altre questioni sulle quali il Codacons eccepisce e chiede la riduzione della tassa. C`è la questione inerente il costo della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio che per legge «sono posti a totale carico dei produttori e degli utilizzatori», gli uffici comunali che «pare siano stati esentati dal pagamento della tassa, con aggravio a carico degli altri contribuenti tenuti al pagamento del tributo». L`avv. Vitale sostiene che «i cittadini hanno ragione di lamentarsi dell`aumento, considerato che non era, comunque, obbligatorio coprire interamente per l`anno 2001 il costo del servizio». E si richiama al comma uno dell`art. 33 della legge 488/99» dal quale risulterebbe come «l`integrale copertura del costo del servizio è obbligatorio solo dal 1° gennaio 2005 per i Comuni che, come Ceglie, abbiano raggiunto nell`anno 1999 un grado di copertura dei costi tra il 55 e l`85 per cento». Anche per questa ragione il Codacons ha chiesto al commissario prefettizio «di trovare un`intesa sulla riduzione della tassa per essere certi che questa riguardi tutti e non solo i più ambienti che, assistiti da validi professionisti, sanno di aver ricevuto solo un avviso di pagamento e, comunque, hanno i mezzi finanziari per proporre ogni impugnazione prevista dalla legge».
E rincara la dose il rappresentante locale del Codacons, geom. Gaetano Suma secondo il quale «l`inasprimento fiscale deliberato non appare giustificato e, se il Comune non intenderà trovare una soluzione, chiameremo i cittadini alla mobilitazione non escludendo l`impugnazione della delibera».
Per scongiurare il tutto l`organismo a difesa dei diritti dei consumatori ha chiesto un incontro con il commissario prefettizio.

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