9 Gennaio 2007

Camera con sorpresa per il commercio etneo

Camera con sorpresa per il commercio etneo

Il fronte pro-agen alle prese con un nuovo cartello. Non c’è ancora un secondo candidato, ma alla Camera di commercio di Catania la corsa per la poltrona di presidente potrebbe riservare qualche sorpresa. Se fino a qualche settimana fa l’unico concorrente, sostenuto da una grossa maggioranza di associazioni datoriali, era il vicedirettore della Confcommercio etnea, Pietro Agen, da qualche giorno un nuovo cartello di organizzazioni di categoria ha sottoscritto un patto che, di fatto, divide il ’parlamento camerale’. I toni sono ancora concilianti (il comunicato diffuso invita al dialogo e al confronto fra le parti), ma non si escludono battaglie e colpi di scena visto che, se da un lato c’è Confcommercio, dall’altro, a coagulare dieci associazioni (ovvero 14 voti su 34) c’è Confindustria.La cronaca: un mese dopo l’inizio del commissariamento della Camera di commercio etnea (gestita dal settembre scorso da Francesco Mannone, alto funzionario dell’assessorato regionale alla cooperazione) un cartello di associazioni datoriali ha ufficializzato la candidatura a presidente di Pietro Agen. Sono Agci, Ancotus, Cia, Cidec, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio, Fai, Conftrasporto, Feagri, Feapi, Fedarcom, Federazione armatori, Lega cooperative, Unci, Unicop, Unimprese, Upia casa artigiani e Upla Clai. Un’investitura ufficiale, condita da polemiche verso la Regione, colpevole di ritardi burocratici e della nomina di un commissario, nel corso della quale Agen si è appellato alla trasparenza e ha illustrato i temi-cardine del suo programma: lotta all’illegalità, partecipazioni per lo sviluppo (non inutili carrozzoni), nuovo sito internet, internazionalizzazione, marketing territoriale, incentivi alla modernizzazione, osservatorio del credito, studi e ricerche. Come quella assegnata all’Istituto Tagliacarne per verificare l’eccessiva concentrazione di centri commerciali sul territorio etneo che al momento è ’vittima’ di una massiccia colonizzazione da parte dei colossi della gdo (sotto l’Etna è il 60% della presenza complessiva in Sicilia).Nei mesi successivi il Tar ha però zittito le polemiche rigettando il ricorso del cartello ’pro Agen’ contro la nomina del commissario (nel frattempo prorogata fino al 3 febbraio). Poi, a metà dicembre, il presidente Cuffaro ha firmato l’atteso decreto di nomina del nuovo consiglio che dovrà procedere all’elezione del presidente e della giunta. In attesa che il decreto sia pubblicato in Gazzetta e che l’assessore Beninati indichi la data per l’insediamento (che coinciderà con l’uscita di scena del commissario), ecco il nuovo cartello di associazioni: con Confindustria, Confesercenti e Codacons (da sempre distanti dalle posizioni di Confcommercio), ci sono Apindustrie, Abi, Cgil, Cisl, Uil e i ’transfughi’ Confagricoltura e Coldiretti. Nessuna polemica con lo schieramento opposto, almeno per ora. ’Sui possibili assetti e sulle nomine dei vertici camerali’, recita il comunicato, ’si sono già fatte anticipazioni, ipotesi e congetture che […] hanno generato divisioni e contrasti. Le sottoscritte organizzazioni […] ritengono necessario che tutti i soggetti coinvolti nel processo di rinnovo della rappresentanza dell’ente facciano un passo avanti e riprendano il cammino del dialogo e del confronto. Ciò significa partire da un programma condiviso da tutti, scegliendo uomini e competenze in base agli obiettivi e alla missione che la Camera dovrà darsi per riacquisire un ruolo di reale supporto al sistema delle imprese e di promozione dello sviluppo dell’economia’. La partita è aperta, dunque, e la prossima mossa spetta alla Regione.
(riproduzione riservata) MF Sicilia Numero 006, pag. 1 del 9/1/2007 Autore: .

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