L’obbligo agli over 50: la svolta del governo divide i settori produttivi
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fonte:
- Brescia Oggi
Le nuove misure su super green pass e vaccini «dividono» il mondo produttivo che ha subito fatto presente le difficoltà di diverse imprese che con l’emergenza Omicron sono sotto scacco. Confcommercio ha chiesto massima attenzione a contenere gli impatti organizzativi delle nuove regole per l’offensiva anti variante del Covid, e ricorda la necessità di un focus sul turismo sofferente. «In riferimento alle nuove disposizioni che estendono l’obbligo di green pass ordinario anche per l’accesso a tutte le attività commerciali – hanno spiegato da Confcommercio -, occorrerà, dunque, contenere l’impatto organizzativo di un improprio ruolo di controllo e verifica da parte degli esercenti». In agricoltura l’obbligo vaccinale per gli over 50 interessa più di un lavoratore su tre (34%) così come confermato da Coldiretti su dati Inps. «La pandemia ha accelerato il fenomeno del ritorno alla terra e maturato la convinzione comune che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, sia per chi vuole intraprendere che per chi vuole un lavoro al contatto con la natura – ha spiegato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -. Per cogliere questa opportunità servono norme per la semplificazione delle assunzioni». Non si è fatto attendere il commento del Codacons sulle nuove misure del governo Draghi contro l’impennata dei contagi. «Dopo l’approvazione dell’obbligo vaccinale per gli over-50, il consenso informato firmato dai cittadini che si sottopongono al vaccino anti-Covid deve essere modificato con urgenza», è stato l’avvertimento della associazione consumatori. Per la Cgil, invece, le decisioni prese dal governo di un obbligo vaccinale solo per gli ultracinquantenni «è sicuramente un compromesso, non è una misura di straordinario coraggio». Sul fronte politico Fabio Capra, assessore di Brescia con delega alle Risorse dell’Ente Comune e alla Pubblica Istruzione, non ha dubbi: «È chiaro che, vista l’età media dei dipendenti comunali, la norma rischia di essere impattante se in un servizio al pubblico coincidenza vuole che ci siano più no-vax. Dal punto di vista disciplinare ed economico, si segue lo stesso percorso di chi prima non aveva il greenpass normale. Dal punto di vista del contenzioso, avendo istituito un obbligo vaccinale vero e proprio, secondo me eventuali cause legali non dovrebbero comportare problemi. In ogni caso sarà applicato in tutta Italia allo stesso modo. Faremo un passaggio con medico competente e con le parti sociali con integrazione del protocollo aziendale. Comunque mi pare che per il Comune di Brescia la situazione sia sotto controllo perché in questi due mesi abbiamo contezza della situazione. Non credo ci saranno fratture con novax. Detto questo condivido le decisioni governative».
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