7 Gennaio 2022

L’obbligo agli over 50: la svolta del governo divide i settori produttivi

Le  nuove  misure  su  super  green  pass  vaccini  «dividono»  il  mondo  produttivo  che  ha  subito  fatto  presente  le  difficoltà  di  diverse  imprese  che  con  l’emergenza  Omicron  sono  sotto  scacco.  Confcommercio  ha  chiesto  massima  attenzione  contenere  gli  impatti  organizzativi  delle  nuove  regole  per  l’offensiva  anti  variante  del  Covid,  ricorda  la  necessità  di  un  focus  sul  turismo  sofferente.  «In  riferimento  alle  nuove  disposizioni  che  estendono  l’obbligo  di  green  pass  ordinario  anche  per  l’accesso  tutte  le  attività  commerciali  – hanno  spiegato  da  Confcommercio  -, occorrerà,  dunque,  contenere  l’impatto  organizzativo  di  un  improprio  ruolo  di  controllo  verifica  da  parte  degli  esercenti».  In  agricoltura  l’obbligo  vaccinale  per  gli  over  50  interessa  più  di  un  lavoratore  su  tre  (34%)  così  come  confermato  da  Coldiretti  su  dati  Inps.  «La  pandemia  ha  accelerato  il  fenomeno  del  ritorno  alla  terra  maturato  la  convinzione  comune  che  le  campagne  siano  oggi  capaci  di  offrire  creare  opportunità  occupazionali  di  crescita  professionale,  sia  per  chi  vuole  intraprendere  che  per  chi  vuole  un  lavoro  al  contatto  con  la  natura  – ha  spiegato  il  presidente  della  Coldiretti  Ettore  Prandini  -. Per  cogliere  questa  opportunità  servono  norme  per  la  semplificazione  delle  assunzioni».  Non  si  è  fatto  attendere  il  commento  del  Codacons  sulle  nuove  misure  del  governo  Draghi  contro  l’impennata  dei  contagi.  «Dopo  l’approvazione  dell’obbligo  vaccinale  per  gli  over-50,  il  consenso  informato  firmato  dai  cittadini  che  si  sottopongono  al  vaccino  anti-Covid  deve  essere  modificato  con  urgenza»,  è  stato  l’avvertimento  della  associazione  consumatori.  Per  la  Cgil,  invece,  le  decisioni  prese  dal  governo  di  un  obbligo  vaccinale  solo  per  gli  ultracinquantenni  «è  sicuramente  un  compromesso,  non  è  una  misura  di  straordinario  coraggio».  Sul  fronte  politico  Fabio  Capra,  assessore  di  Brescia  con  delega  alle  Risorse  dell’Ente  Comune  alla  Pubblica  Istruzione,  non  ha  dubbi:  «È  chiaro  che,  vista  l’età  media  dei  dipendenti  comunali,  la  norma  rischia  di  essere  impattante  se  in  un  servizio  al  pubblico  coincidenza  vuole  che  ci  siano  più  no-vax.  Dal  punto  di  vista  disciplinare  ed  economico,  si  segue  lo  stesso  percorso  di  chi  prima  non  aveva  il  greenpass  normale.  Dal  punto  di  vista  del  contenzioso,  avendo  istituito  un  obbligo  vaccinale  vero  proprio,  secondo  me  eventuali  cause  legali  non  dovrebbero  comportare  problemi.  In  ogni  caso  sarà  applicato  in  tutta  Italia  allo  stesso  modo.  Faremo  un  passaggio  con  medico  competente  con  le  parti  sociali  con  integrazione  del  protocollo  aziendale.  Comunque  mi  pare  che  per  il  Comune  di  Brescia  la  situazione  sia  sotto  controllo  perché  in  questi  due  mesi  abbiamo  contezza  della  situazione.  Non  credo  ci  saranno  fratture  con  novax.  Detto  questo  condivido  le  decisioni  governative». 

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