Acqua, esposto del Codacons
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Finisce sul tavolo del Procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio la spinosa vicenda della mancata distribuzione idrica in vari comuni della provincia di Agrigento e di conseguenza in varie zone della città capoluogo con turni che arrivano a toccare le 3 settimane. Un esposto è stato infatti presentato al quinto piano del Palazzo di giustizia di via Mazzini, da Giuseppe Di Rosa, vice presidente provinciale dell’associazione di volontariato Codacons. L’associazione riconosciuta a livello nazionale quale portatrice di interessi collettivi primari, tra i quali il diritto alla salute, ha segnalato alla Procura, una situazione di «sospensione di pubblico servizio» di grave nocumento per la salute dei cittadini che potrebbe sfociare in manifestazioni di ribellione di carattere sociale. «Da tempo – spiega Di Rosa – oramai Agrigento e tutti i comuni della provincia che hanno affidato la gestione del “servizio idrico integrato” alla società consortile Aica, si trovano a dover subire i disservizi procurati dalla mala gestione del servizio, cosa alquanto grave sono le innumerevoli interruzioni del servizio per “acqua inquinata” o dovuto alla “mancata riparazione” delle sempre più numerose rotture delle condotte, che oltre a non permettere la distribuzione, spesso sono anche pericolose per la incolumità pubblica di automobilisti, motociclisti e cittadini in genere». Sono tante le lettere di lamentela pubblicate da cittadini: «Vorrei segnalare – scrive un utente che si è rivolto al Codacons – che a causa di una rottura vicino casa mia, in Via Piersanti Mattarella, delle tubature dell’acqua, è più di dieci giorni che non riceviamo l’acqua. Segnalato il guasto all’azienda nuova arrivata, ci hanno risposto che non ci sono soldi per ripararla, e con domani è il terzo turno che salta». «Ci sentiamo in dovere – ha aggiunto Giuseppe Di Rosa – di far presente che come da contratto servizio idrico, agli utenti onde assicurare un servizio essenziale, la distribuzione va effettuata anche a mezzo autobotti. Autobotti che Aica dice di avere in “officina obbligando i cittadini a rivolgersi a mezzi di fortuna».
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