Popolare Bari, 2mila azionisti parti civili contro ex vertici
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fonte:
- la Repubblica
Gli oltre 2mila risparmiatori e azionisti della Banca Popolare di Bari che si ritengono danneggiati dagli ex dirigenti dell’istituto di credito potranno costituirsi parti civili nel terzo procedimento penale isulla vecchia gestione della banca. Come loro, anche le associazioni Federconsumatori Puglia e Codacons e gli enti Regione Puglia e Comune di Bari potranno chiedere danni in caso di condanne. Lo ha deciso il gup dMarco Galesi, dinanzi al quale si sta celebrando l’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dell’ex condirettore generale Gianluca Jacobini e di Giuseppe Marella e Nicola Loperfido, rispettivamente ex responsabili dell’Internal Audit e della Direzione business della banca. Imputato per la responsabilità amministrativa degli enti lo stesso istituto di credito, citato anche come responsabile civile.Il giudice ha quindi ammesso la costituzione degli azionisti nei confronti di tutti gli imputati persone fisiche, ma non nei confronti della banca. «La pretesa di limitare la legittimazione ad agire alle sole autorità pubbliche di vigilanza finisce per escludere aprioristicamente la facoltà di costituzione di parte civile in capo a chi intende far valere in sede penale la propria istanza risarcitoria in relazione ai danni asseritamente subiti», ha spiegato il gup nell’ordinanza. Il giudice ha inoltre rigettato la richiesta di citazione come responsabili civili di Consob, Banca d’Italia e della società di revisione Princewaterhousecoopers (Pwc), che ha certificato i bilanci. Secondo il gup, le autorità di vigilanza «sono tenute a compiti di intervento sugli istituti di credito e quindi, possono al più essere ritenute astrattamente responsabili per i danni cagionati a terzi, per effetto di eventuali negligenze o omissioni, da far valere autonomamente in sede civile».Il procedimento è quello sulle cosiddette “operazioni baciate”, nel quale gli imputati rispondono di ostacolo alla vigilanza e false comunicazioni sociali. Stando alle indagini coordinate dal procuratore Roberto Rossi con i sostituti Federico Perrone Capano e Savina Toscani, gli imputati avrebbero concesso finanziamenti ai loro clienti più importanti, tutti grossi gruppi imprenditoriali del territorio a patto che una parte di quei soldi fosse poi utilizzata per acquistare azioni e titoli della banca. Il valore delle azioni così vendute, di fatto comprate con fondi della banca stessa, sarebbe poi stato inserito nel patrimonio di vigilanza così falsificando e sovrastimando la situazione economica dell’istituto di credito. In questo modo avrebbero ingannato la Banca d’Italia presentando una solidità finanziaria inesistente.Si tornerà in aula per discutere l’udienza preliminare l’11 febbraio 2022.
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