2 Dicembre 2021

Popolare Bari, 2mila azionisti parti civili contro ex vertici

Gli  oltre  2mila  risparmiatori  e  azionisti  della  Banca  Popolare  di  Bari  che  si  ritengono  danneggiati  dagli  ex  dirigenti  dell’istituto  di  credito  potranno  costituirsi  parti  civili  nel  terzo  procedimento  penale  isulla  vecchia  gestione  della  banca.  Come  loro,  anche  le  associazioni  Federconsumatori  Puglia  e  Codacons  e  gli  enti  Regione  Puglia  e  Comune  di  Bari  potranno  chiedere  danni  in  caso  di  condanne.  Lo  ha  deciso  il  gup  dMarco  Galesi,  dinanzi  al  quale  si  sta  celebrando  l’udienza  preliminare  per  il  rinvio  a  giudizio  dell’ex  condirettore  generale  Gianluca  Jacobini  e  di  Giuseppe  Marella  e  Nicola  Loperfido,  rispettivamente  ex  responsabili  dell’Internal  Audit  e  della  Direzione  business  della  banca.  Imputato  per  la  responsabilità  amministrativa  degli  enti  lo  stesso  istituto  di  credito,  citato  anche  come  responsabile  civile.Il  giudice  ha  quindi  ammesso  la  costituzione  degli  azionisti  nei  confronti  di  tutti  gli  imputati  persone  fisiche,  ma  non  nei  confronti  della  banca.  «La  pretesa  di  limitare  la  legittimazione  ad  agire  alle  sole  autorità pubbliche di vigilanza finisce per escludere  aprioristicamente  la  facoltà  di  costituzione  di  parte  civile  in  capo  a  chi  intende  far  valere  in  sede  penale  la  propria  istanza  risarcitoria  in  relazione  ai  danni  asseritamente  subiti»,  ha  spiegato  il  gup  nell’ordinanza.  Il  giudice  ha  inoltre  rigettato  la  richiesta  di  citazione  come  responsabili  civili  di  Consob,  Banca  d’Italia  e  della  società  di  revisione  Princewaterhousecoopers  (Pwc),  che  ha  certificato  i  bilanci.  Secondo  il  gup,  le  autorità  di  vigilanza  «sono  tenute  a  compiti  di  intervento  sugli  istituti  di  credito e quindi,  possono  al  più  essere  ritenute  astrattamente  responsabili  per  i  danni  cagionati  a  terzi,  per  effetto  di  eventuali  negligenze  o  omissioni,  da  far  valere  autonomamente  in  sede  civile».Il  procedimento  è  quello  sulle  cosiddette  “operazioni  baciate”,  nel  quale  gli  imputati  rispondono  di  ostacolo  alla  vigilanza  e  false  comunicazioni  sociali.  Stando  alle  indagini  coordinate  dal  procuratore  Roberto  Rossi  con  i  sostituti  Federico  Perrone  Capano  e  Savina  Toscani,  gli  imputati  avrebbero  concesso  finanziamenti  ai  loro  clienti  più  importanti,  tutti  grossi  gruppi imprenditoriali del territorio a patto che una parte di  quei  soldi  fosse  poi  utilizzata  per  acquistare  azioni  e  titoli  della  banca.  Il  valore  delle  azioni  così  vendute,  di  fatto  comprate  con  fondi  della  banca  stessa,  sarebbe  poi  stato  inserito  nel  patrimonio  di  vigilanza  così  falsificando  e  sovrastimando  la  situazione  economica  dell’istituto  di  credito.  In  questo  modo  avrebbero  ingannato  la  Banca  d’Italia  presentando  una  solidità  finanziaria  inesistente.Si  tornerà  in  aula  per  discutere  l’udienza  preliminare l’11 febbraio 2022.

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