“CARO” NATALE: LIEVITANO I PREZZI DI CIBO E DONI
-
fonte:
- Nuovo
Paola Strocchio Tutti a tavola per festeggiare il Natale tra pranzi, cene e regali. In base a che cosa sceglieranno di portare in tavola gli italiani, la loro festa potrà essere anche molto salata. Secondo i dati raccolti, frutta e verdura sono i generi alimentari che stanno subendo i rincari più pesanSe abbondate, assicuratevi di avere tutto l’occorrente per surgelare in pratiche porzioni ciò che avanza. Approfittate dei prodotti di stagione «Scegliete con attenzione l’esercizio dove fare acquisti, stagione, di quelli a chilometro zero e di quelli che hanno ltro che gioia e serenità. Questo Natale per gli italiani rischia di essere il più salato di sempre. Secondo i dati del Codacons, l’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, il 25 dicembre potrebbe costare,a parità di consumi rispetto al periodo pre-pandemia, quasi 1,4 miliardi di euro in più. L’amato panettone sarà più salato Solo per il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale,le famiglie italiane si ritroveranno a spendere circa 100 milioni di euro in più rispetto al 2019 (+4 per cento). A pesare saranno soprattutto i rincari su pasta e pane (ben +10 per cento), con una spesa di 220 milioni di euro,e gli amati dolci e panettoni (+10) per una spesa di 330 milioni. Seguono ortaggi, frutta fresca e secca (+2,7) per 493 milioni, pesce, carne e salumi (+2,5) per 922 milioni, vino e altre bevande (+1,5) per un totale di 436 milioni. Numeri preoccupanti che si spiegano soprattutto con la carenza di materie prime, responsabile dell’aumento delle tariffe di luce, gas e carburanti, che comincia a produrre i suoi effetti anche sui prezzi dei prodotti di largo consumo. I quali subiscono questi aumenti sia durante la produzione sia per il trasporto. Nuovo ne parla con Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «I rincari di Natale rischiano di rappresentare una batosta non solo per le tasche degli italiani, ma anche per l’economia del Paese», spiega l’esperto. In un momento in cui il sistema economico, dopo i mesi duri del Covid, si stava riprendendo, gli aumenti dei prezzi che si registreranno da qui alle prossime festività – a causa del caro-energia e della crisi delle materie prime – rischiano di affossare i consumi e riportare indietro di mesi il Paese. «Crediamo che il governo debba intervenire per salvaguardare le tasche delle famiglie, partendo da una riduzione della tassazione sui carburanri non solo sui costi di rifornimento, ma anche su quelli dei prodotti trasportati su gomma, che in Italia rappresentano l’85 per cento di tutti i beni in vendita», prosegue Rienzi. In realtà gli italiani assistono impotenti non solo all’ascesa dei prezzi di gas, luce e benzina. Nel suo studio, il Codacons ha preso in esame le quattro principali macro-aree dei consumi natalizi, cioè alimentari, regali, ristorazione e viaggi.I rincari maggiori dovrebbero riguardare, sul versante alimentare, pandoro e panettone (+10 per cento), i viaggi (+7) e i regali di Natale (+5). Gli addobbi salgono del 5 per cento In particolare,la spesa per regali di Natale e per i relativi addobbi potrebbe arrivare a registrare incrementi medi dei listini del 5 per cento, a causa dei rincari subito dai prezzi della componentistica. Non mancheranno ripercussioni anche sul fronte del confezionamento: dalla plastica al pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti. Dalle confezioni di latte alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi, ai barattoli smaltati per i legumi. Insomma, tutto costa di più, merce e confezione- a farne le spese sono i consumatori. Come uscirne, quindi, senza ritrovarsi il portafoglio completamente svuotato? Il primo consiglio fa leva sul nostro buonsenso. «Cercate di e-vitare gli sprechi per quanto riguarda la spesa alimentare legata a pranzi e cenoni», consiglia Rienzi. Acquistate solo quel che serve, calcolando accuratamente dosi e porzioni.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Carlo Rienzi, Natale, Prezzi
