Candidato a Oliveto Lario Il suo nome nell’ordinanza
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fonte:
- La Provincia di Lecco
C’è un altro nome collegato al Lecchese che “spunta” dalle carte dell’inchiesta antimafia che, nella sola Lombardia, ha portato in carcere, sottoposte a fermo 54 persone. Ed è quello del candidato consigliere comunale a Oliveto (tornata elettorale 2018) Giuseppe Crusco, detto Pino, responsabile dell’area territorio e ambiente del Codacons di Lomazzo (da precisare che non è indagato). Nella lista di “Oliveto nel cuore”, ha preso 11 voti, risultando non eletto – dunque – in Consiglio comunale. C’è infatti anche un po’ di politica nelle 1440 pagine dellìordinanza con cui la Direzione distrettuale antimafia di Milano ha motivato i fermi di martedì. Si ritrovano, per esempio,i nomi dell’ex sindaco di Lomazzo Marino Carugati e dell’ex assessore Cesare Giovanni Pravisano,i quali – come chiarito dal pm Pasquale Addesso, tra i firmatari dell’ordinanza insieme al procuratore aggiunto della DDa Alessandra Dolci alla collega Sara Ombra – avrebbero preso parte a una riunione degli uomini del clan Molé a Gioia Tauro nel 2010, quando attorno allo stesso tavolo si sedettero anche alcuni “imprenditori estorti” che accettarono “di fare entrare (nelle loro aziende, nda) la ‘ndrangheta a cui interessava investire”. Il nome di Giuseppe Crusco emerge nell’ordinanza quale collegamento con il fratello Francesco (pure non indagato) che – così si legge – «ha in mano 300 calabresi» utili a Nicola Fusaro, ai tempi assessore a Lomazzo, nella sua carriera politica.
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Tags: Giuseppe Crusco, lomazzo
