L’inflazione accelera ancora prezzi ai massimi dal 2012
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fonte:
- la Repubblica
di Rosaria Amato Inflazione al 2,5% a settembre: un po’ meno del 2,6% stimato inizialmente dall’Istat, ma le associazioni dei consumatori parlano già di stangata sulle famiglie, mentre le stime di Confcommercio misurano un consistente effetto negativo sui consumi. A trainare i prezzi soprattutto i beni energetici, passati dal più 19,8% di agosto al più 20,2% di settembre, ma ormai corre anche l’inflazione di fondo, arrivata all’1%, e per i beni ad alta frequenza di acquisto si passa dal 2,4% di agosto al 2,6%. Risultato, una crescita così alta dei prezzi al consumo su base annua non si registrava dal novembre 2012, rileva l’Istat, e l’inflazione acquisita per quest’anno al momento è già dell’1,77%, ma tutto fa pensare che si andrà oltre. Il prossimo mese Confcommercio prevede infatti un balzo ulteriore, del 3,3%. Pesano infatti non soltanto gli aumenti del petrolio, dei carburanti, degli energetici in generale, ma anche «il permanere di tensioni sulle materie prime,e di strozzature nelle catene di produzione e distribuzione a livello globale». Per le famiglie, stimano le associazioni dei consumatori, l’aumento dei prezzi si traduce in una maggiore spesa annua compresa tra i 768 euro calcolati dal Codacons ai 942 valutati dall’Unione Consumatori per una coppia con due figli. Ecco perché i consumi rallentano: l’indice calcolato da Confcommercio cresce solo dello 0,8%, il dato più basso da marzo. E se ci dovesse essere un calo dei consumi nell’ultima parte dell’anno, fa notare l’Unione Consumatori, anche la crescita del Pil ne risentirebbe. Nel confronto mensile invece l’indice si registra una diminuzione dello 0,2%, dovuto però quasi esclusivamente a fattori stagionali, spiega l’Istat. Calano infatti del 3,1% i prezzi dei trasporti, che ad agosto, come ogni anno, raggiungono il picco a causa della concentrazione delle vacanze,e per la stessa ragione arretrano le tariffe dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. D’altra parte la possibilità di viaggiare, in una fase di rischio più contenuto legato alla pandemia, sta favorendo una crescita costante dei prezzi dei Servizi ricettivi e ristorazione, che giocano un ruolo di peso, insieme ai beni energetici, sull’inflazione tendenziale:a settembre il rialzo è del 2,7%. Rialzi importanti si vedono anche per i beni alimentari: il dato generale è dell’1%, comunque in progresso rispetto allo 0,7% di agosto, ma ci sono alcuni prodotti, come i vegetali freschi o surgelati, che mettono a segno aumenti molto maggiori. In corsa anche i prezzi dei beni durevoli, forse per la domanda in forte recupero dopo le restrizioni nei mesi peggiori della pandemia. L’inflazione si distribuisce in modo abbastanza equo in tutte le aree, ma le Isole (più 2,9%) e il Nord Est (più 2,7%) si attestano al di sopra del dato nazionale.E tra le città volano oltre il 3 per cento Catania, Genova, Reggio Emilia e Trieste.
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