«Sappiamo dove votate» lite sull’audio WhatsApp
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fonte:
- Il Mattino
Giovanna Di Giorgio «Il ricatto del pane». Sono le 11.47 quando Roberto Celano, consigliere uscente di Fi e in campo per Michele Sarno, lancia dal suo profilo Facebook un’accusa pesantissima. «Ho un audio del “titolare” di un Ente legato all’amministrazione comunale (che ha espresso una candidata nelle liste di Napoli) indirizzato ai dipendenti – scrive – che fa ben comprendere come funziona il sistema di cui spesso parliamo». E aggiunge che l’audio verrà «consegnato alle autorità preposte». Passano circa tre ore e lo stesso Celano pubblica l’audio, che però ha già preso a gi-rare di telefono in telefono. La notizia fa irruzione in una giornata che, nei seggi della città, stava procedendo ed è andata avanti tranquilla e senza intoppi. È il caso del giorno, il fatto che calamita l’attenzione delle forze in campo. Con il deputato di Fdi Edmondo Cirielli che annuncia un’interrogazione al ministro dell’Interno e, dall’altro lato, il sindaco uscente, Enzo Napoli, che bolla l’audio come una fake news e minaccia querele verso chi lo ha fatto girare. L’AUDIO Ma cosa dice l’uomo che, in un linguaggio che mescola italiano e dialetto, si rivolge a non meglio specificati «ragazzi»? «Domenica e lunedì si vota. Per noi è una cosa im-portante, ci stiamo giocando quasi tutto». Poi il tono cambia: «Non vi sto dicendo che siete obbligati a votarci, naturalmente mi aspetto che voi ci andate a votare, che voi ci siete per noi come noi ci siamo sempre stati per voi. Ve lo dico – avvisa – perché stavolta mi sono scervellato sezione per sezione. So dove votate, quindi personalmente me li vado a controllare».E ancora: «Se voi ci state per noi, noi ci stiamo per voi, come ci siamo sempre stati. Se avete difficoltà, non ci volete votare… ditecelo prima altrimenti io mi aspetto i voti che ho contato». E giù su questo tono, fino alla precisazione finale: «È vero che non avete un obbligo, però esiste un rispetto reciproco e una correttezza». Parole dal sapore intimidatorio. Sull’identità dell’uomo, però, solo indiscrezioni che lo legherebbero a una cooperativa della città. Circostanza che richiama alla memoria l’inchiesta sulle coop aperta circa un anno fa dalla Procura di Salerno. LA LITE Per Celano, l’audio «è la dimostrazione di ciò che abbiamo sempre detto, il controllo sociale sulla città attraverso gli enti partecipati».E spiega: «L’audio mi è arrivato da una persona affidabile, gli inquirenti potranno arrivare al soggetto che lo ha inoltrato. Se avessi avuto il sentore che fosse un fake non lo avrei pubblicato rischiando una querela». Intanto, l’audio viene rilanciato sui social dal deputato del M5S5 Angelo Tofalo, che attacca: «Questo è il “sistema” che hanno creato da anni nella nostra città». Così pure il consigliere uscente, in campo per Elisabetta Barone, Leonardo Gallo: «Abbiamo un’emergenza democratica». Le accuse non piacciono al sindaco Napoli, che contrattacca: «Stiamo provvedendo a denunciare alla Procura della Repubblica i signori Celano, Tofalo e Gallo che hanno divulgato un audio anonimo, privo di ogni riferimento a luoghi, persone e situazioni, spacciandolo, con una vergognosa mistificazione, per un tentativo di pressione sulla libera manifestazione del voto. È una evidente, gravissima, fake news, un grossolano e inaccettabile tentativo di inquinare il voto a Salerno, che offende la nostra Città e i nostri concittadini».Con la denuncia, anche la richiesta di bloccare «l’ulteriore diffusione di questa infame e maldestra menzogna». Se il Codacons Campania chiede l’intervento della magistratura perché verifichi l’autenticità del file, Cirielli invoca l’intervento del ministro Lamorgese perché «gli uffici del Viminale e la Procura di Salerno accertino la veridicità dell’audio».E attacca: «Se quanto denunciato dai consiglieri comunali corrispondesse alla realtà dei fatti, ci troveremmo di fronte all’ennesimo esempio del clima di paura che si instaura nella città di De Luca, in occasione di ogni tornata elettorale, per alimentare, con il voto clientelare, il sistema di potere che la governa».
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