Bollette, per i commercianti rincari fino a 4mila euro
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fonte:
- Libero
Non bastava la pandemia da cui si stanno lentamente riprendendo solamemente ora, ecco che l’inizio di ottobre per i commercianti e le piccole imprese ha portato con sè un’altra gran bella batosta: l’aumento-salasso delle bollette. Che se per una famiglia tipo sappiamo che alleggerirà il portafoglio di circa 350 euro, per loro peserà parecchio di più: fino a 4mila euro l’anno per la sola energia elettrica. Un rincaro che rischia di avere un impatto notevole soprattutto sui bilanci delle micro e piccole attività, più fragile e ma-gari a gestione familiare. Insomma il decreto taglia-bollette non è bastato ad azzerare del tutto l’ennesimo salasso sia per la maggior parte dei cittadini sia soprattutto per le Pmi. A stimare il peso degli aumenti in bolletta per queste imprese è stata ieri un’indagine Confesercenti. Andiamo con ordine e analizziamo quale sarà il conto che si ritroveranno a pagare d’ora in avanti i negozianti,i baristi e i ristoratori. Partiamo da un negozio con 10 Kilowatt di potenza disponibile e un consumo energetico di circa 15mila Kwh all’anno che, con il rincaro dei prezzi dell’energia, vedrà lievitare la bolletta di circa 1.050 euro. LA NUOVA STANGATA Un bar, con un consumo medio di 30mila Kwh annui dovrà invece mettere in conto di dover pagare una bolletta più salata di circa 2.000 euro, mentre un ristorante con un consumo medio di circa 70mila Kwh avrà un appesantimento di circa 4.100 euro in più l’anno soltanto per la bolletta elettrica. «Il decreto per ridurre le tariffe varato dal governo Draghi» si legge in una nota diffusa dal quartier generale dell’Associazione che rappresenta più di 350mila Pmi del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e dell’industria, «ha senz’altro attenuato l’impatto dei rincari, ma l’aumento delle tariffe rischia comunque di essere molto pesante sulle imprese di minori dimensioni. Noi crediamo si possa fare di più». La ricetta pensata da Confesercenti è quella di tagliare accise, Iva e addizionali regionali che oggi pesano su energia elettrica e gas, «ma serve anche sostenere e favorire di più l’aggregazione delle piccole attività in consorzi e gruppi d’acquisto» spiega l’Associazione degli imprenditori, «che permettono un approvvigionamento energetico più sostenibile». Tornando agli effetti dei rincari energetici sulle tasche degli italiani fatta eccezione per i 3 milioni di poveri che potranno usufruire del bonus varato dal provvedimento governativo, ieri ad aggiornare le previsioni di Arera è arrivato il Codacons secondo cui le famiglie spenderanno- a prezzi costanti – circa 1.480 di euro in più. Infatti viene calcolato che oltre all’incremento dei prezzi dell’energia, negli ultimi mesi si sta registrando un forte rialzo dell’inflazione e un deciso aumento del costo dei prezzi dei carburanti. Che si rifletterà oltre che sul pieno dell’auto anche sui servizi di trasporto, ma anche sui prezzi di tanti prodotti alimentari. Insomma, un’ondata di rincari che produrrà una serie di ripercussioni a catena, la prima delle quali c’è da scommettere sarà un deciso calo degli acquisti. «Le famiglie reagiranno riducendo i consumi, in un momento in cui per la ripresa economica del Paese la spesa andrebbe sostenuta e incentivata» sottolinea il Codacons, «per questo rivolgiamo un appello all’esecutivo affinché non si limiti a intervenire solo sulle tariffe di luce e gas ma adotti misure per detassare i carburanti e contenere la crescita dei prezzi e delle tariffe nei vari settori produttivi».
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