Luce e gas, iI governo taglia gli aumenti Sostegni a famiglie e imprese, giù l’Iva ma soltanto fino alla fine dell’anno
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fonte:
- Il Cittadino
Tre miliardi per sostenere famiglie e imprese che dal primo ottobre dovranno affrontare la stangata delle bollette di luce e gas. Via gli oneri di sistema nella bolletta elettrica per tutti, fino alla fine dell’anno. Aliquota Iva al 5% sui consumi di gas metano e bonus sociale per circa 3 milioni di persone. Sono i contenuti del decreto legge approvato giovedì dal Consiglio dei ministri per contenere gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas per il quarto trimestre 2021. Dal primo ottobre al 31 dicembre 2021 dunque 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kilowatt e 6 milioni di piccole e medie imprese con utenze in bassa tensione usufruiranno del taglio totale degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica.A questi si aggiungono oltre 3 milioni di persone che già oggi beneficiano del bonus energia. Il Codacons si dice critico perché le misure sono a tempo (fino al 31 dicembre) Era stato il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani a prefigurare aumenti delle bollette di energia elettrica e gas, per famiglie e imprese, nell’ordine del 31-42% nel prossimo trimestre. A inizio estate le tariffe avevano già subìto un ritocco del 9,9% per la luce e del 15,3% per il gas, secondo gli aggiornamenti tariffari trimestrali calcolati da Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). Questi aumenti potrebbero Diffiportare a rincari medi annuali per le bollette nell’ordine di 411 euro a famiglia per l’energia e a 369 euro per il gas (dati Adiconsum). Secondo Confcommercio e Nomisma, un negozio potrebbe subire aumenti medi annuali per l’energia di 6mila euro, un ristorante di 8.500 euro. Ma perchè questi aumenti? Le cause sono sia a livello mondiale che a livello italiano.A livello mondiale, la ripresa dell’attività produttiva dopo il lockdown ha comportato una grande richiesta di energia. Incidenti negli impianti ussi hanno comportato flussi minori del previsto. Infine, l’estate con poco vento nel mare del Nord ha portato a una minor produzione di energia eolica, compensata con maggiore richiesta di gas. Insomma, se soffia poco vento lassù, ne risentono le nostre tasche. Da questi fattori globali sono scaturiti gli aumenti di prezzo. Anche perchè l’offerta è rimasta stabile:i fondi internazionali, spinti dai propri clienti, hanno fatto pressione sulle grandi compagnie da loro finanziate perché esse diminuiscano il proprio impatto ambientale. È diminuita quindi la ricerca di nuovi giacimenti. Offerta immutata, più domanda, aumento dei prezzi.E poi c’è stato l’aumento di costo dei certificati di emissione, quelli cioè che i produttori più in-quinanti (anche quelli elettrici) devono acquistare per compensare appunto le proprie emissioni. In Europa il loro prezzo da inizio anno è raddoppiato, passando da 33,6 euro a 61 euro per tonnellata.
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