25 Settembre 2021

Luce e gas, iI governo taglia gli aumenti Sostegni a famiglie e imprese, giù l’Iva ma soltanto fino alla fine dell’anno

Tre  miliardi  per  sostenere  famiglie  imprese  che  dal  primo  ottobre  dovranno  affrontare  la  stangata  delle  bollette  di  luce  gas.  Via  gli  oneri  di  sistema  nella  bolletta  elettrica  per  tutti,  fino  alla  fine  dell’anno.  Aliquota  Iva  al  5%  sui  consumi  di  gas  metano  bonus  sociale  per  circa  milioni  di  persone.  Sono  contenuti  del  decreto  legge  approvato  giovedì  dal  Consiglio  dei  ministri  per  contenere  gli  effetti  degli  aumenti  dei  prezzi  nel  settore  elettrico  del  gas  per  il  quarto  trimestre  2021.  Dal  primo  ottobre  al  31  dicembre  2021  dunque  26  milioni  di  utenze  domestiche  fino  16,5  kilowatt  milioni  di  piccole  medie  imprese  con  utenze  in  bassa  tensione  usufruiranno  del  taglio  totale  degli  oneri  generali  di  sistema  nella  bolletta  elettrica.A  questi  si  aggiungono  oltre  milioni  di  persone  che  già  oggi  beneficiano  del  bonus  energia.  Il  Codacons  si  dice  critico  perché  le  misure  sono  tempo  (fino  al  31  dicembre)  Era  stato  il  ministro  per  la  Transizione  ecologica  Roberto  Cingolani  prefigurare  aumenti  delle  bollette  di  energia  elettrica  gas,  per  famiglie  imprese,  nell’ordine  del  31-42%  nel  prossimo  trimestre.  inizio  estate  le  tariffe  avevano  già  subìto  un  ritocco  del  9,9%  per  la  luce  del  15,3%  per  il  gas,  secondo  gli  aggiornamenti  tariffari  trimestrali  calcolati  da  Arera  (l’Autorità  di  regolazione  per  energia,  reti  ambiente).  Questi  aumenti  potrebbero Diffiportare  rincari  medi  annuali  per  le  bollette  nell’ordine  di  411  euro  famiglia  per  l’energia  369  euro  per  il  gas  (dati  Adiconsum).  Secondo  Confcommercio  Nomisma,  un  negozio  potrebbe  subire  aumenti  medi  annuali  per  l’energia  di  6mila  euro,  un  ristorante  di  8.500  euro.  Ma  perchè  questi  aumenti?  Le  cause  sono  sia  livello  mondiale  che  livello  italiano.A  livello  mondiale,  la  ripresa  dell’attività  produttiva  dopo  il  lockdown  ha  comportato  una  grande  richiesta  di  energia.  Incidenti  negli  impianti ussi  hanno  comportato  flussi  minori  del  previsto.  Infine,  l’estate  con  poco  vento  nel  mare  del  Nord  ha  portato  una  minor  produzione  di  energia  eolica,  compensata  con  maggiore  richiesta  di  gas.  Insomma,  se  soffia  poco  vento  lassù,  ne  risentono  le  nostre  tasche.  Da  questi  fattori  globali  sono  scaturiti  gli  aumenti  di  prezzo.  Anche  perchè  l’offerta  è  rimasta  stabile:i  fondi  internazionali,  spinti  dai  propri  clienti,  hanno  fatto  pressione  sulle  grandi  compagnie  da  loro  finanziate  perché  esse  diminuiscano  il  proprio  impatto  ambientale.  È  diminuita  quindi  la  ricerca  di  nuovi  giacimenti.  Offerta  immutata,  più  domanda,  aumento  dei  prezzi.E  poi  c’è  stato  l’aumento  di  costo  dei  certificati  di  emissione,  quelli  cioè  che  produttori  più  in-quinanti  (anche  quelli  elettrici)  devono  acquistare  per  compensare  appunto  le  proprie  emissioni.  In  Europa  il  loro  prezzo  da  inizio  anno  è  raddoppiato,  passando  da  33,6  euro  61  euro  per  tonnellata. 

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