Classi sempre più multiculturali ma a rischio dispersione
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fonte:
- Gazzetta del Sud
I primi giorni raccontano anche in Calabria una scuola multiculturale e multirazziale.Le nostre aule, come che succede da tempo nel centro e soprattutto nel nord, sono frequentate da alunni stranieri. Una presenza che accorcia le distanze tra integrazione e dispersione scolastica, con la prima cruciale per limitare la seconda. Tra l’altro alunni e studenti stranieri aiutano la sopravvivenza delle classi, considerato il costante calo di studenLa presenza di stranieri è utile per limitare il calo delle nascite ti per la bassa natalità.A leggere i dati dell’Ufficio scolastico regionale, sono le scuole della provincia di Reggio a essere le più colpite dalla diminuzione: -1.822 ragazzi, col Cosentino a ruota: -1.571 alunni. Staccate, in ordine di picchiata, Crotone, Catanzaro e Vibo. A soffrire più di altri è la Secondaria di primo grado che quest’anno scolastico registra una diminuzione di 533 iscritti rispetto al precedente: da 18.226 a 17.693693. A seguire le Superiori (-516): da 33.851 a 33.335, Primaria (-376): da 27.890 a 27.514 bambini, Infanzia con 146 bambini in meno rispetto a giugno: da 13.510 a 13.364364. Bambini e adolescenti Un’illuminante fotografia della scuola calabrese emerge dall’inchiesta “Calabria accoglie. Studenti stranieri in Calabria: dispersione e abbandono scolastico”, curata dalla Cidis onlus con Maurizio Alfano e Irene Signorelli. Tra i dati raccolti dagli studiosi, il numero di bambini e adolescenti stranieri tra 6 e 18 anni, in rapporto al numero di coetanei italiani. Emergono percentuali differenziate: 2,6% a Paola, 5,6% a Cosenza, 4,6% a Corigliano, 2,9% a Catanzaro, 6,9% a Lamezia, 7,83% a Squillace, 6,3% a Reggio, 4% a Rosarno e 4,9% nell’interaregione.In un rapporto relativo all’anno scolastico 2015-2016 il Miur sottolineava che gli studenti stranieri hanno la volontà e l’interesse a proseguire gli studi oltre la Secondaria di I grado, nonché la tendenza a scegliere percorsi tecnico-professionali. Una scelta influenzata dalla bassa votazione in terza media, come per gli studenti italiani, e dal luogo di nascita: gli stranieri nati nella Penisola tendono a iscriversi a scuole tecniche,i nati all’estero preferiscono le professionali. Pericolo dispersione Lo stesso ministero evidenziava una maggiore propensione all’abbandono degli studi nelle aree più disagiate: la Calabria ha registrato un tasso di abbandono nella scuola Media pari all’1% che sale all’1,44% nel passaggio alle Superiori. Durante le quali, invece, s’impenna sino al 4,4%. Nella nostra regione le classi con percentuali di studenti stranieri oltre il 30% sono uperiori nella Primaria, seguita dalle Secondarie di II grado e di I grado. «In Calabria, dove si registra il più elevato tasso di povertà minorile in un contesto sociale oltraggiato dalla criminalità – scrivono gli studiosi di Cidis onlus – diviene imperante intervenire per ridurre i minori a rischio povertà e dispersione, poiché più esposti ai pericoli di devianza, delinquenza minorile e affiliazione alle ‘ndrine. Fenomeno denunciato dal Codacons Calabria che ne ha sottolineato la gravità evidenziando la correlazione tra crisi economica e tendenza degli adolescenti ad abbandonare gli studi per inserirsi nel mercato del lavoro, col rischio d’essere assoldati dalla criminalità».
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