7 Settembre 2021

Fedriga frena sul Green pass a bordo degli autobus urbani «Giuste solo misure praticabili»

Dopo  la  parziale  apertura  sull’obbligo  vaccinale,  «ma  solo  per  alcune  categorie  particolarmente  rischio»,  ieri  il  presidente  del  Fvg  della  Conferenza  delle  Regioni,  Massimiliano  Fedriga,  ha  frenato  invece  sull’estensione  del  Green  pass  in  alcune  situazioni.  L’accento,  in  particolare,  è  stato  posto  sull’uso  della  certificazione  verde  sui  mezzi  pubblici  breve  percorrenza.  «Dobbiamo  mettere  in  campo  il  Green  pass,  che  è  uno  strumento  utile  per  mantenere  aperte  delle  attività,  ma  dove  è  possibile  inserirlo.  Faccio  un  esempio:se  venisse  inserito  il  Green  pass  sul  trasporto  pubblico  locale  sarebbe  impraticabile  quindi  vorrebbe  dire  bloccare  la  mobilità  delle  persone  le  città»,  ha  detto  Sky.  «La  Conferenza  delle  Regioni  non  ha  ancora  discusso  sull’obbligo  vaccinale  quindi  faremo  le  valutazioni  rispetto  alle  proposte  che  arriveranno  dal  Governo.  Sembra  che  oggi  non  si  stia  considerando  un  obbligo  generalizzato  per  tutti  cittadini  ma  solamente  per  categorie  specifiche.  Io  credo  ancora  sempre  che  sia  meglio  la  strada  del  convincimento.  Dobbiamo  smontare  le  fake  news  rassicurare  gli  indecisi  che  hanno  paura».A  SCUOLA  Intanto  scatta  anche  in  Friuli-Venezia  Giulia  un  ricorso  collettivo  al  Tar  contro  il  Green  Pass  nel  settore  della  scuola.A  promuoverlo  il  Codacons,  che  ha  organizzato  per  domani,  martedì  settembre  alle  ore  11:30,  un  webinar  volo  ad  illustrare  al  personale  scolastico  della  regione  il  ricorso  collettivo  in  preparazione  rispondere  dubbi  quesiti  di  docenti  lavoratori.  «Siamo  favorevoli  alla  vaccinazione,  tanto  che  sostegno  della  campagna  vaccinale  anti-Covid  per  incentivare  la  vaccinazione  degli  indecisi  abbiamo  lanciato  una  apposita  polizza assicurativa  gratuita,  ma  siamo  del  tutto  contrari  al  licenziamento  ad  altre  misure  punitive  dei  lavoratori  – spiega  il  Codacons  -. Proprio  per  questo  assieme  all’Associazione  per  diritti  civili  nella  scuola  stiamo  raccogliendo  anche  in  Friuli-Venezia  Giulia  numerose adesioni  al  ricorso  collettivo  per  chiedere  al  Tar  di  sospendere  l’obbligo  del  green  pass  nel  comparto  della  scuola,  in  quanto  in  contrasto  con  principi  europei  strumentale  all’obbligo  di  vaccinazione,  con  gravi  ripercussioni  sul  diritto  al  lavoro  ed  una  evidente  discriminazione  tra  cittadini,  alcuni  dei  quali  rischiano  il  licenziamento  dopo  aver  ottenuto  un  posto  di  lavoro  dopo  anni  di  sacrifici  rinunce».  IL  CASO  Sempre  in  riferimento  al  mondo  della  scuola,  in  provincia  di  Pordenone  un’insegnante  ha  annunciato  la  sua  rinuncia  al  posto  di  lavoro,  cioè  alla  cattedra  che  aveva  disposizione  all’Ipsia  “Della  Valentina”  di  Sacile.  La  docente,  contraria  al  Green  pass  facente  parte  del  movimento  no  vax  (era  presente  anche  alla  fallimentare  manifestazione  – dodici  persone  in  tutto  – che  si  era  tenuta  la  scorsa  settimana  in  stazione  Pordenone)  ha  preferito  quindi  rimanere  senza  stipendio.  La  stessa  sorte  le  sarebbe  toccata  in  caso  di  assenza  ingiustificata  da  scuola. 

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