Il Green pass decolla ma non basta per partire
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fonte:
- La prealpina
MALPENSA – «Abbiamo il green pass ma non lo abbiamo ancora utilizzato. Se ci saranno problemi lo scopriremo», dicono due ragazzi in partenza per Parigi. La fase dei controlli documentali non li preoccupa. E in una mattinata fitta di partenze (Olbia, Palermo, Tenerife e Zante tra le mete principali) a Malpensa (foto Blitz) tutto sembra procedere tranquillamente. Codacons aveva lanciato l’allarme allarme: le operazioni di controllo del certificato verde «stanno generando rallentamenti e problemi nei principali scali, con code e attese estenuanti». Vero? «Con il green pass le cose stanno andando abbastanza bene», risponde un addetto dell’area area check in di easyJet Jet: «Per noi è facile da leggere e controllare. E quando ci sono voli internazionali abbiamo una postazione dove un collega comunica tutte le informazioni al gate». Altri requisiti creano invece problemi: «I passeggeri tendono a non controllare tutti i documenti che servono. Molti ad esempio si presentano senza il passenger locator form richiesto per andare in Grecia». È il modulo di geo-localizzazione, la cui assenza o tardiva compilazione ha causato la mancata partenza di tante persone nell’ultimo ultimo fine settimana. Due donne interrompono l’addetto addetto per chiedere indicazioni: «Dobbiamo imbarcarci per Corfù». Dove andare? Per loro, dicono, non è problematico l’uso uso del Green pass quanto orientarsi all’interno interno dello scalo. Per la certificazione vigono tre requisiti alternativi: negatività a un test molecolare (valido fino a 72 ore prima, a seconda dello Stato in cui si va) o antigenico (ossia il tampone rapido, valido fino a 48 ore prima, sempre in base al Paese), guarigione dal Covid- 19 negli ultimi 6 mesi, avvenuta vaccinazione. Per quest’ultima ultima, il Green pass per l’Italia è valido dal 15° giorno dalla somministrazione della prima dose, per l’Europa Europa dal 15° dopo la seconda. Tutto chiaro? C’è è chi si confonde: «La maggior parte delle persone in partenza con noi non ha particolari problemi», spiega una operatrice del check in di Air Europa, compagnia attiva per i voli verso Madrid, «però molti non sanno che per la certificazione del vaccino devono passare 14 giorni, pensano sia sufficiente attestare le due dosi. Così li dobbiamo mandare giù (Area Arrivi, ndr), con urgenza, a fare i tamponi rapidi». Tra i passeggeri non si registrano tante lamentele. «Secondo me è uno strumento utile, è giusto che ci sia», commenta una ragazza diretta a Sud con i nonni, «poi ho potuto districarmi tra i certificati richiesti con l’assistenza assistenza dell’agenzia agenzia». Sul tema è intervenuto ieri anche il consigliere regionale Samuele Astuti (Pd): «Qualora il Green pass non diventasse obbligatorio è più probabile che vengano applicate delle restrizioni a tutta la popolazione piuttosto che non venga presa nessuna misura di contenimento al virus». Alessandro Zaffanella
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