Ambiente, Comuni e associazioni: «Dichiarare lo stato di emergenza»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Dichiarare lo stato di emergenza ambientale per almeno un anno». Lo chiedono associazioni e Comuni in un ordine del giorno presentato durante i lavori della Consulta ambientale provinciale che si è svolta ieri a Palazzo dei Celestini. La proposta, presentata dalla sezione Sud Salento di Italia nostra, Wwf, Lega contro i tumori, Kronos, Novass, Codacons, e i comuni di Collepasso, Cursi, Sogliano Cavour nasce dalla considerazione che il Salento registra da diversi anni una situazione di elevata criticità ambientale, con allarmanti effetti sulla salute collettiva. Una volta che il Governo abbia dichiarato, per almeno un anno, lo stato di emergenza ambientale devono essere individuate le risorse umane, finanziarie e i mezzi per le attività di controllo del territorio. «La provincia di Lecce registra da diversi anni una situazione dllarmanti effetti socio-sanitari documentati da evidenze epidemiologiche,che risultano connesse anche alle precarie condizioni ambientali e al traffico incontrollato e allo smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi, ad una serie di attività industriali che producono emissioni nocive e sostanze pericolose, ad una inadeguata gestione dei rifiuti urbani, da una rilevante presenza di discariche abusive e di cave abbandonate e da un rilevante utilizzo di fitofarmaci in agricoltura», si legge nell’ordine del giorno. Un tema che è stato parte dei lavori a cui hanno partecipato, il presidente della Provincia Stefano Minerva, il consigliere delegato alla Tutela e Valorizzazione ambientale Fabio Tarantino, il dirigente del Servizio Tutela ambientale Antonio Arnò, l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Anna Grazia Maraschio e Antonio Bonatesta, docente dell’Università degli Studi di Bari e coordinatore dei lavori della Consulta. E proprio Minerva non nasconde il suo auspicio: «La Provincia ha costituito la Consulta, poco più di un anno fa, con l’obiettivo di promuovere un paradigma territoriale nella tutela e valorizzazione dell’ambiente. Abbiamo seguito un processo partecipativo, che parte dal basso e coinvolge i Comuni, le associazioni ambientaliste iscritte al registro provinciale delle associazioni e altri enti». La parte principale dei lavori della plenaria, ha ruotato attorno alle relazioni dei coordinatori dei cinque gruppi di lavoro: “Rifiuti ed energia”; “Zone costiere, Parchi e Aree naturali”; “Tutela del suolo e Agricoltura”; “Verde urbano e forestazione”; “Inquinamenti e salute”. In particolare sul tema della riforestazione che da qualche settimana è al centro del dibattito locale. La scadenza del 20 luglio prossimo per acquisire le aree disponibili da parte dei Comuni, sarà prorogata, in modo da avviare un coordinamento generale insieme all’Arif, e agli enti privati come la Fondazione Sylva che già opera a Minervino,in modo da poter realizzare una mappa organica del territorio da ricostruire. Su questo terreno le attività si sono moltiplicate, portando la Provincia a sperimentare i primi interventi concreti, come le diecimila piante messe a dimora a Masseria Bosco Mazza, in agro di Melendugno. Un modo per individuare priorità e metodologie efficaci e utili a governare correttamente i processi e ad evitare gli equivoci inserendo nel calderone appezzamenti considerati candidabilome ad esempio le zone adibite a colture o a seminativi. Nei giorni scorsi infatti la Forestale di Lecce aveva precisato che verranno presi in considerazione prima i terreni di proprietà degli enti comunali e successivamente quelli dei privati che potranno comunque esprimere una loro segnalazione.La Consulta ha ragionato intorno al Piano energetico regionale che da tempo è in via di discussione, in particolare per quanto riguarda il futuro del fotovoltaico. La Provincia infatti non ha intenzione di rilasciare altri spazi per la costruzione di mari di silicio, anzi visto il surplus di produzione, l’ideale sarebbe di spostare le grandi distese nelle zone industriali,in particolare dove c’è una dismissione degli opifici, liberando aree naturali e restituendole al cittadino. Soddisfatto il consigliere delegato alla Tutela e Valorizzazione ambientale Fabio Tarantino: «C’è grande responsabilità da parte di tutti – sottolinea ma siamo anche convinti che la Consulta rappresenti uno dei significati specifici dell’azione della Provincia in campo ambientale».
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