Si torna a ballare ma solo col green pass “Il via entro i primi dieci giorni di luglio”
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fonte:
- Corriere della Sera
di Adriana Logroscino ROMA La soluzione è il green pass. Stabilito che in discoteca potrà entrare soltanto chi possa esibirlo, il ripristino del diritto al ballo dovrebbe essere in discesa e imminente.Ne è convinto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: «Ho parlato con il ministro Speranza — ha riferito ieri –, entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno aprire, condividendo criteri e protocolli. In settimana avremo la data». Il via libera politico Sulle regole è pronto da tempo un dettagliato protocollo realizzato da due infettivologi reclutati dalle associazioni di categoria dei gestori dei locali e approvato da altri due. Consegnato agli esponenti del governo ha avuto un benestare politico sia da Costa sia dal ministro delle Attività produttive, Giancarlo Giorgetti. L’ultima parola, però, spetta naturalmente al Comitato tecnico-scientifico che potrebbe convocarsi in seduta straordinaria e dedicata a brevissimo, forse oggi, comunque prima della riunione del venerdì. Tempi stretti I proprietari delle discoteche sono grati a Costa che, con Giorgetti e Salvini, ha preso a cuore per primo il loro appello.E tuttavia temono che i tempi si allunghino ancora. «L’estate è già iniziata — dice Maurizio Pasca, presidente del Silb, sindacato italiano locali da ballo, aderente alla federazione pubblici esercizi di Confcommercio– e sinceramente ci aspettavamo di poter riaprire per il primo weekend di luglio, il 3-4, non il 10. Perché anche se si dice “entro il 10″ tutti sanno che la nostra attivitàsiconcentranel weekend e che difficilmente riapriremo di lunedì. Già così, faremo molta fatica a salvare la stagione estiva. Del resto il nostro lavoro è già compromesso dal non aver potuto programmare un calendario in mancanza di certezze». Pasca si propone di portare il protocollo direttamente al ministro Speranza. Vuole rassicurazioni da lui. «Gli ho chiesto un incontro — afferma–, ma è già la terza volta che ci provo». In realtà non sembra che il ministro voglia inserirsi personalmente nella specifica decisione sulle discoteche. Decisione che, come per tutte le altre categorie al momento della riapertura, rimette nelle mani dei tecnici del Comitato scientifico. Il protocollo A loro tocca valutare più nel dettaglio il protocollo già «va-lidato»da Giorgetti e Costa. Composto di diversi articoli e sezioni, fissa in modo molto preciso le regole di comportamento sia del personale che lavora nei locali notturni sia dei clienti. Per il pubblico le regole sono: accesso solo con green pass, cioè consentito solo a vaccinati, guariti o a chi nelle precedenti 36 ore (il pass però prevede 48 ore) sia risultato negativo al tampone, con facoltà di sottoporsi al test anche direttamente prima di entrare nel locale, in una zona triage allestita dai gestori; ingressi scaglionati per evitare gli assembramenti, con biglietti nominali (meglio se telematici),e solo dopo aver superato il controllo della temperatura. L’uso della mascherina dovrebbe essere obbligatorio solo al momento dell’accesso e poi per spostarsi per esempio nella zona bar o in bagno, ma non in pista. Non almeno nei locali all’apertoaperto. Regole ulteriori e più stringenti, poi, erano state immaginate dai gestori per i locali al chiuso: capienza ridotta e mascherine obbligatorie. L’elemento fondamentale per riaprire in sicurezza dovrebbe essere il tracciamento. La protesta Sebbene la decisione sulla riapertura sembri imminente, la protesta dei proprietari dei ocali nelle ultime ore si è inasprita per via delle tante feste da ballo che si organizzano ovunque, «senza controllo né permessi». Pasca chiede al governo di vigilare.A dargli manforte ci pensa il Codacons: «Girano immagini da troppe discoteche abusive,si puniscano con la sospensione delle licenze». Anche i gestori dei locali minacciano: «Abbiamo chiesto udienza, abbiamo predisposto un protocollo, abbiamo aspettato la risposta. Ora deve arrivare una decisione. Altrimenti consegneremo le licenze e diventeremo abusivi anche noi. Non soccomberemo alla volontà politica di azzerare un settore che occupa centomila persone». L’azione di forza non dovrebbe essere necessaria: nonostante faccia paura il precedente dell’agosto 2020, quando il contagio riprese quota proprio dopo le settimane più intense della vita notturna, la riapertura delle discoteche sembra ormai decisa.
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