23 Giugno 2021

Si torna a ballare ma solo col green pass “Il via entro i primi dieci giorni di luglio”

di  Adriana  Logroscino ROMA  La  soluzione  è  il  green  pass.  Stabilito  che  in  discoteca  potrà  entrare  soltanto  chi  possa  esibirlo,  il  ripristino  del  diritto  al  ballo  dovrebbe  essere  in  discesa  imminente.Ne  è  convinto  il  sottosegretario  alla  Salute,  Andrea  Costa:  «Ho  parlato  con  il  ministro  Speranza  — ha  riferito  ieri  –, entro  primi  dieci  giorni  di  luglio  le  discoteche  potranno  aprire,  condividendo  criteri  protocolli.  In  settimana  avremo  la  data».  Il  via  libera  politico  Sulle  regole  è  pronto  da  tempo  un  dettagliato  protocollo  realizzato  da  due  infettivologi  reclutati  dalle  associazioni  di  categoria  dei  gestori  dei  locali  approvato  da  altri  due.  Consegnato  agli  esponenti  del  governo  ha  avuto  un  benestare  politico  sia  da  Costa  sia  dal  ministro  delle  Attività  produttive,  Giancarlo  Giorgetti.  L’ultima  parola,  però,  spetta  naturalmente  al  Comitato  tecnico-scientifico  che  potrebbe  convocarsi  in  seduta  straordinaria  dedicata  brevissimo,  forse  oggi,  comunque  prima  della  riunione  del  venerdì.  Tempi  stretti  proprietari  delle  discoteche  sono  grati  Costa  che,  con  Giorgetti  Salvini,  ha  preso  cuore  per  primo  il  loro  appello.E  tuttavia  temono  che  tempi  si  allunghino  ancora.  «L’estate  è  già  iniziata  — dice  Maurizio  Pasca,  presidente  del  Silb,  sindacato  italiano  locali  da  ballo,  aderente  alla  federazione  pubblici  esercizi  di  Confcommercio– e  sinceramente  ci  aspettavamo  di  poter  riaprire  per  il  primo  weekend  di  luglio,  il  3-4,  non  il  10.  Perché  anche  se  si  dice  “entro  il  10″  tutti  sanno  che  la  nostra  attivitàsiconcentranel  weekend  che  difficilmente  riapriremo  di  lunedì.  Già  così,  faremo  molta  fatica  salvare  la  stagione  estiva.  Del  resto  il  nostro  lavoro  è  già  compromesso  dal  non  aver  potuto  programmare  un  calendario  in  mancanza  di  certezze».  Pasca  si  propone  di  portare  il  protocollo  direttamente  al  ministro  Speranza.  Vuole  rassicurazioni  da  lui.  «Gli  ho  chiesto  un  incontro  — afferma–, ma  è  già  la  terza  volta  che  ci  provo».  In  realtà  non  sembra  che  il  ministro  voglia  inserirsi  personalmente  nella  specifica  decisione  sulle  discoteche.  Decisione  che,  come  per  tutte  le  altre  categorie  al  momento  della  riapertura,  rimette  nelle  mani  dei  tecnici  del  Comitato  scientifico.  Il  protocollo  loro  tocca  valutare  più  nel  dettaglio  il  protocollo  già  «va-lidato»da  Giorgetti  Costa.  Composto  di  diversi  articoli  sezioni,  fissa  in  modo  molto  preciso  le  regole  di  comportamento  sia  del  personale  che  lavora  nei  locali  notturni  sia  dei  clienti.  Per  il  pubblico  le  regole  sono:  accesso  solo  con  green  pass,  cioè  consentito solo  vaccinati,  guariti  chi  nelle  precedenti  36  ore  (il  pass  però  prevede  48  ore)  sia  risultato  negativo  al  tampone,  con  facoltà  di  sottoporsi  al  test  anche  direttamente  prima  di  entrare  nel  locale,  in  una  zona  triage  allestita  dai  gestori;  ingressi  scaglionati  per  evitare  gli  assembramenti,  con  biglietti  nominali  (meglio  se  telematici),e  solo  dopo  aver  superato  il  controllo  della  temperatura.  L’uso  della  mascherina  dovrebbe  essere  obbligatorio  solo  al  momento  dell’accesso  poi  per  spostarsi  per  esempio  nella  zona  bar  in  bagno,  ma  non  in  pista.  Non  almeno  nei  locali  all’apertoaperto.  Regole  ulteriori  più  stringenti,  poi,  erano  state  immaginate  dai  gestori  per  locali  al  chiuso:  capienza  ridotta  mascherine  obbligatorie.  L’elemento  fondamentale  per  riaprire  in  sicurezza  dovrebbe  essere  il  tracciamento.  La  protesta  Sebbene  la  decisione  sulla  riapertura  sembri  imminente,  la  protesta  dei  proprietari  dei ocali  nelle  ultime  ore  si  è  inasprita  per  via  delle  tante  feste  da  ballo  che  si  organizzano  ovunque,  «senza  controllo  né  permessi».  Pasca  chiede  al  governo  di  vigilare.A  dargli  manforte  ci  pensa  il  Codacons:  «Girano  immagini  da  troppe  discoteche  abusive,si  puniscano  con  la  sospensione  delle  licenze».  Anche  gestori  dei  locali  minacciano:  «Abbiamo  chiesto  udienza,  abbiamo  predisposto  un  protocollo,  abbiamo  aspettato  la  risposta.  Ora  deve  arrivare  una  decisione.  Altrimenti  consegneremo  le  licenze  diventeremo  abusivi  anche  noi.  Non  soccomberemo  alla  volontà  politica  di  azzerare  un  settore  che  occupa  centomila  persone».  L’azione  di  forza  non  dovrebbe  essere  necessaria:  nonostante  faccia  paura  il  precedente  dell’agosto  2020,  quando  il  contagio  riprese  quota  proprio  dopo  le  settimane  più  intense  della  vita  notturna,  la  riapertura  delle  discoteche  sembra  ormai  decisa. 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox