Campania,i consumi affondano
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fonte:
- il Roma
ROMA. Consumi crollati del 10% e la spesa pro capite giunta al livello più basso d’ItaliaItalia. Che il 2020 per la Campania sia stato un annus horribilis è confermato dal Rapporto dell’Ufficio Studi di Confcommercio. La pandemia ha pesato non poco sulle tasche dei cittadini campani, riducendo il loro reddito disponibile e, di conseguenza, la propensione ai consumi. PERSI 126 MILIARDI. Anche se la Campania fa registrare un dato peggiore della media del Mezzogiorno (-10,11%?contro -9,55%), si trattata di un fenomeno in linea con quanto accaduto in tutta l’ItaliaItalia. La fotografia di Confcommercio è impietosa: con un calo nazionale complessivo dei consumi dell’11,77%, pari a oltre 126 miliardi,il 2020, ha registrato il peggior dato dal secondo dopoguerra. CAMPANIA ULTIMA IN ITALIA. Quanto alla spesa pro capite, il crollo della domanda ha comportato, mediamente, una riduzione di oltre 2mila euro rispetto al 2019 riportando i consumi ai livelli del 1995. La maglia nera, manco a dirlo, è conquistata dalla Campania, con una spesa pro capite che nel 2020 si è attestata ad appena 11.723 euro. Basti pensare che in Valle d’Aosta lo stesso valore è a quota 24.073 euro. Una distanza abissale. Tutta colpa della pandemia, ma non solo. LE DUE CRISI. La discesa dei consumi nella regione è particolarmente forte se si guarda al dato 2020 mettendolo a confronto con quello del 2007, quando ogni campano poteva ancora spendere 14.495 euro. Ma la crisi finanziaria prima e quella del Covid poi hanno falcidiato la capacità di spesa dei cittadini campani. È evidente che le chiusure di interi settori economici e la Cassa integrazione hanno ridotto il reddito disponibile delle famiglie che hanno immediatamente contratto i consumi. Chi invece poteva permettersi di spendere ha preferito risparmiare in via precauzionale.AL SUD CONSUMI GIÙ DEL 9,55%. Un fenomeno che ha investito, anche se con diversa intensità, l’intero territorio nazionale. In termini percentuali la perdita di consumi ha avuto andamenti differenziati sul territorio: il Nord e il Centro risultano le aree più penalizzate (Veneto e Valle d’Aosta le regioni con le maggiori perdite pari ad oltre il 15%), mentre il Sud ha registrato dinamiche lievemente meno negative (-9,55%). In questi ultimi due mesi del 2021, tuttavia, le riaperture delle attività e il venir meno di molte restrizioni alla mobilità hanno determinato un incremento dei consumi (+14,22% a maggio) consolidando il recupero del Pil (+2,9 a giugno). LA SPESA NON RECUPERERÀ NEANCHE 1/3 DELLE PERDITE. «Il 2020 ha registrato il peggior dato dal secondo dopoguerra», sottolinea il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Quanto alle previsioni per il 2021 «restano molto caute, con la conseguenza che, in valore assoluto, la spesa pro capite, mediamente, non riuscirà a recuperare nemmeno un terzo di quanto perso durante la pandemia», aggiunge Sangalli. «PERSI OLTRE 4.800 EURO A FAMIGLIA». Il Codacons spiega che la riduzione dei consumi per 126 miliardi di euro registrata nel 2020 a causa del Covid equivale ad una contrazione di spesa per oltre 4.800 euro a famiglia, e dimostra le conseguenze della pandemia sull’economia italiana. «Nei primi mesi dell’anno non abbiamo assistito all’attesa ripresa della spesa da parte delle famiglie», dice il presidente Carlo Rienzi.
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