La famiglia: “Camilla stava bene, nessuna malattia ereditaria”
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fonte:
- la Repubblica
dal nostro inviato Massimo Calandri SESTRI LEVANTE. — “Camilla stava bene: era una ragazza sana, sportiva”, ripetono Roberto Canepa e Barbara Spoto, i genitori. Lo avevano raccontato a Repubblica e lo ribadiscono tramite il loro avvocato: “Non c’era nessuna malattia ereditaria”. Ma la piastrinopenia autoimmune, che sarebbe in relazione con la trombosi e il decesso della 18enne di Sestri Levante vaccinata con Astrazeneca? Non era stata dichiarata al medico che il 25 maggio inoculato la prima dose all’open day organizzato nella struttura di viale Dante Alighieri,a Sestri Levante. Non risulta, ed è tutto terribilmente strano. Camilla sapeva della sua patologia e lo aveva detto? Qualcuno ne aveva preso nota? La giovane si stava anche sottoponendo ad una cura ormonale per via di una costi ovarica, e 5 giorni dopo il vaccino ha preso la pillola: anche questo era un aspetto sconosciuti ai sanitari e perchè?Per la Procura di Genova, la verità sulla tragica fine della ragazza è tutta qui, in queste domande ancora in attesa di una risposta. “Siamo sconvolti per quanto è accaduto, ma anche sereni nei confronti dell’impegno e dell’attenzione che mostrano quotidianamente i medici vaccinatori che a questa situazione di allarme che si è generata stanno rispondendo con perizia e competenza”, dicono all’Asl4Asl4. Però i magistrati vogliono pure fare chiarezza sulle eventuali responsabilità dei medici del pronto soccorso di Lavagna, dove Camilla aveva chiesto aiuto una prima volta la notte del 3 giugno: in questo caso, diversamente dalla settimana prima, aveva fatto cenno alla piastrinopenia, che sarebbe di origine ereditaria.Ed aveva anche parlato della cura ormonale cui si stava sottoponendo. Per questo motivo era stata oggetto di una serie più approfondita di accertamenti: dopo una notte in ospedale l’avevano dimessa, con la raccomandazione di eseguire nuovi esami nel giro di 2 settimane. Rimandarla a casa è stata forse una imprudenza? La sintomatologia sembrava evidente: chissà se poteva essere salvata. E’ questo il dubbio degli inquirenti. Di sicuro, quando è tornata al pronto soccorso la notte di sabato 5 maggio le condizioni erano ormai disperate: il trasferimento al San Martino, le due delicatissime operazioni. Tutto inutile, purtroppo. Si riparte insomma dalla scheda lato a Sestri Levante prima di fare il vaccino, che in questo momento è sotto sequestro negli uffici dell’Asl 4 e solo domani mattina darà ufficialmente acquisito dai carabinieri del Nas. Contiene alcuni passaggi fondamentali, tipo: “Soffre di malattie cardiache (…) o altre malattie del sangue?”. “Riferisca eventuali altre patologie o notizie utili sul suo stato di salute”. Ecco. Forse perché all’oscurooscuro, magari perché non credeva fosse importante, la ragazza potrebbe non aver detto nulla. Chissà. Secondo indiscrezioni, non ci sarebbe alcun riferimento alla malattia. Tutta la documentazione recuperata in questo giorni dai militari è finita negli uffici dei pm del tribunale del capoluogo ligure. Ma per saperne di più sull’inchiesta bisognerà soprattutto aspettare gli esiti dell’autopsìa in programma martedì: è stata affidata a Luca Tajana di Pavia, noto anatomopatologo che sarà affiancato dall’ematologo Franco Piovella. Nel frattempo, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Genova chiedendo di iscrivere nel registro degli indagati il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Commissario Francesco Paolo Figliuolo e la Asl competente. “Si tratta di un atto dovuto, volto ad accertare il ruolo svolto nella vicenda dagli enti competenti”, ha spiegato l’associazioneassociazione. “Vogliamo capire se vi siano responsabilità per aver autorizzato una vaccinazione potenzialmente pericolosa per gli under 60, e il ruolo della Asl nella gestione della somministrazione del vaccino alla ragazza e nella raccolta di informazioni sulla sua situazione clinica prima dell’iniezione.
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