Troppa movida nelle strade e poche dosi inoculate: appena tornata in giallo la Lombardia già preoccupa
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- Il Quotidiano del Sud
di MICHELANGELO BONESSA M olta movida, pochi vaccini nel primo giorno di zona gialla della Lombardia. In questi ultimi giorni la movida si è riattivata a Milano, tanto da convincere il Codacons a presentare un esposto alla procura della Repubblica per gli assembramenti alle Colonne e sui Navigli: centinaia di persone tutte insieme nei luoghi della socialità serale durante il fine settimana, proprio in un momento in cui ancora ci sono problemi di rifornimenti con i vaccini. Anche se sul tema il governatore lombardo Attilio Fontana sparge ottimismo. LA DENUNCIA Ecco, allora, la decisione del Codacons dopo le masse viste in strada domenica: «La cosa che fa più arrabbiare – dice il presidente del Codacons Lombardia, Marco Maria Donzelli – è che in questo momento in cui si fanno sforzi per minimizzare la diffusione del contagio, e quindi per abbassare l’indice Rt per evitare il sovraffollamento degli ospedali e delle strutture sanitarie in vista anche della stagione estiva, nessuno fa niente per risolvere questa situazione potenzialmente molto pericolosa. È necessaria una presenza di pattuglie e forze dell’ordine costante nelle zone della movida della città al fine di garantire la corretta osservanza delle norme anti- anche durante il coprifuoco. Chiediamo, pertanto, al Comune di Milano di fare tutto il possibile per far rispettare le rigide regole mposte ai cittadini. Presenteremo un esposto alla procura della Repubblica perché si faccia luce sulla vicenda». Un avviso, dunque, all’Amministrazione di Giuseppe Sala, già travolta dalle polemiche per gli assembramenti in Darsena di qualche settimana fa poi sfociati in una maxi rissa sedata dai carabinieri. Il freno è difficile da premere perché a Milano la voglia di uscire straripa: nel fine settimana si sono visti assembramenti ovunque, con tanto di fuggi fuggi generale all’arrivo dei carabinieri. CINEMA E DOSI IN ARRIVO Ma la voglia di chiudere con il periodo dei lockdown è ovunque nelle strade del capoluogo lombardo: il cinema Beltrade, duecento posti in tempi normali, ha festeggiato la riapertura iniziando gli spettacoli alle 6 del mattino e ha subito registrato il tutto esaurito. Già al primo spettacolo i cento posti disponibili erano occupati, segno che i milanesi, pur di uscire di casa, non conoscono limiti di orari. Non tutti sono vaccinati, anzi, ma il governatore leghista Attilio Fontana è convinto che non ci saranno altri rallentamenti nella campagna vaccinale lombarda: «Nel prossimo mese arriveranno le prossime forniture, noi abbiamo soprattutto forniture di Pfizer, quindi penso che l’impegno che abbiamo assunto per la campagna possa essere mantenuto. I vaccini AstraZeneca infatti, vengono utilizzati soprattutto per le seconde dosi». E secondo quanto dichiarano da Roma dovrebbero esserci tutti i vaccini necessari da maggio, tanti da rendere veramente operativi tutti gli hub lombardi preparati dopo il passaggio del commissario nazionale Figliuolo in Lombardia: la punta di diamante dovrebbe essere quello del Palazzo delle Scintille, che a pieno regime dovrebbe permettere la somministrazione di 10mila dosi al giorno. Sempre, appunto, che ne arrivino a sufficienza. FONTANA E L’OPPOSIZIONE Intanto Fontana incassa una prima giornata in zona gialla per la Lombardia senza drammi eccessivi, anche grazie al cattivo tempo che spinge le persone a uscire solo se necessario. «Il sistema di trasporto pubblico – ha detto Fontana – ha retto molto bene, a parte piccolissimi problemini, quindi la cosa è stata sicuramente positiva». Fontana ha confermato l’importanza dello scaglionamento degli orari, che «è uno dei sistemi, perché altrimenti non è compatibile il numero delle persone che rientra a scuola con il 50% dell’utilizzo dei mezzi pubblici. Oggi questo sistema è andato bene, spero che anche nei prossimi giorni possa andare in egual misura. Sicuramente lo scaglionamento è sempre stato una proposta che la Regione ha avanzato». All’ottimismo della giunta Fontana, però, risponde Massimo De Rosa, capogruppo M5S in Regione: «L’assessore Moratti oggi ha pubblicamente chiesto di riconoscere il cambio di passo di Regione Lombardia, nell’ambito della campagna vaccinale? È evidente a tutti come le cose siano cambiate da quando il governo ha di fatto commissariato il “modello Lombardia- voluto da Fontana, Moratti e Bertolaso, sostituendolo con il “modello Italia- Peccato che nel frattempo, per colpa delle scelte dell’amministrazione regionale, si siano persi due mesi. Con tutto quello che ha comportato in termini di salute, lavoro ed economia»
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