Superlega sepolta in poche ore
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fonte:
- La Voce di Rovigo
ROMA – Il progetto Superlega è durato lo spazio di 48 ore. Dopo il diluvio di critiche e prese di posizioni contrarie, martedì sera sono iniziati ad arrivare anche i passi indietro dei club coinvolti. Una sorta di effetto valanga, innescato dal Manchester City che per prima ha annunciato la volontà di chiamarsi fuori dal progetto. Tutte le altre squadre di Premier League (Chelsea, Manchester United, Arsenal, Liverpool e Tottenham) hanno preso la stessa decisione dopo le forti pressioni in Inghilterra e lo hanno comunicato in un incontro in videoconferenza nella tarda serata di martedì. Ieri a mezzogiorno il comunicato ufficiale dell’Inter “FC Internazionale Milano conferma che il Club non fa più parte del progetto Super League -si legge sul inter.it Siamo sempre impegnati a dare ai tifosi la migliore esperienza calcistica; l’innovazione e l’inclusione sono parte del nostro DNA fin dalla nostra fondazione. Il nostro impegno con tutte le parti interessate per migliorare l’industria del calcio non cambierà mai”. Stessa decisione poco dopo anche dal Milan, che spiega: “La voce e le preoccupazioni dei tifosi in tutto il mondo rispetto al progetto di Super League sono state forti e chiare, il nostro Club deve rimanere sensibile e attento all’opinione di chi ama questo meraviglioso sport. Continueremo comunque ad impegnarci attivamente per definire un modello sostenibile per il mondo del calcio”. Sempre ieri mattina aveva preso le distanze anche l’Atletico Madrid. quel punto al presidente della Juventus Andrea Agnelli, maggior promotore della Superlega assieme al collega del Real Madrid Florentino Perez, non è rimasto altro da fare che prendere atto del fallimento dell’iniziativa “Resto convinto della bontà del progetto, ma non si può fare un torneo a sei squadre”, ha detto interpellato da Reuters, ancora prima del cambio di rotta di Milan e Inter. Da capire cosa succederà ora. La prima conseguenza lo ha avuto il titolo della Juventus in Borsa, che ha subito accusato un tonfo perdendo quasi il 14%. Tanto il Codacons ha subiito annunciato un esposto alla Consob affinché indaghi per la possibile fattispecie di turbativa di mercato e i danni causati agli azionisti. L’Uefa che aveva usato toni aspri contro i club “ribelli” pesanti sanzioni, ieri è stata più morbida. “Ho detto ieri che è ammirevole ammettere un errore e questi club hanno commesso un grosso errore”, ha detto ieri il presidente Ceferin in un comunicato, commentando il cambio di direzione dei sei club inglesi. “Ma ora sono tornati e so che hanno molto da offrire non solo alle nostre competizioni ma a tutto il calcio europeo. La cosa importante ora è che andiamo avanti, ricostruiamo l’unità di cui godeva il gioco prima di questo e andiamo avanti insieme”. Il pasticcio però non si cancella, così come l’esigenza di dare una svolta al modo in cui viene governato il calcio. “Le regole vanno rispettate nel nostro mondo, non si può pensare di stare all’interno del mondo dello sport e non accettare quelle regole. Si sta o all’interno del mondo del calcio con le sue regole, si sta fuori”, ha affermato invece il presidente della Figc, Gabriele Gravina, occasione della presentazione degli Europei nello scenario all’aperto del Foro di Traiano.
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