Lavori già iniziati a giugno 2020
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
di RAFFAELE SPADA SULLA diffida in merito alle barriere architettoniche alla stazione centrale di Lamezia Terme, diffida inviata a Rete Ferroviaria Italiana e alla Regione Calabria dai rappresentanti di Anmic (Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili sede regionale per la Calabria) e del Codacons (Coordinamento di associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti di utenti e consumatori) Massimo Gimigliano e Francesco Di Lieto, interviene con una sua nota Ferrovie dello Stato Italiane, Direzione centrale comunicazione esterna corrispondente territoriale Sicilia e Calabria da Messina, affermando che «in realtà i la- per migliorare l’accessibilità alla stazione di Lamezia Terme sono già iniziati nel mese di giugno 2020. Ad oggi, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha già ultimato i lavori di innalzamento del terzo marciapiede, il rinnovo delle rampe nelle scale che portano al secondo, al terzo e al quarto marciapiede e il vano dell’ascensore che servirà il terzo marciapiede. Entro l’anno in corso sarà anche completato il resto dei lavori (i rimanenti marciapiedi e ascensori e i percorsi tattili per ipovedenti), tutto per un investimento economico complessivo di circa 6 milioni di euro». «Tali interventi miglioreranno l’accessibilità – osserva ancora l’ufficio stampa RFI – della stazione di Lamezia Terme Centrale, peraltro già inserita nel circuito Sale Blu di RFI (attualmente 14 in Italia, ndr) che garantisce un servizio di assistenza gratuito dedicato alle persone a mobilità ridotta, anche temporanea, ai viaggiatori con disabilità visive o uditive e anche ai clienti anziani e alle donne in gravidanza. Nel corso del 2020, la Sala Blu di Reggio Calabria ha coordinato più di 5.600 interventi di assistenza in Calabria, nonostante il brusco decremento di richieste dovuto all’emergenza Covid (nel 2019 gli interventi erano stati quasi 9.100 E ancora: «Nella stazione di Lamezia Terme Centrale, in particolare, gli interventi di assistenza sono stati oltre 900 nel 2020 e quasi 1.600 nel 2019». Le associazioni dei consumatori affermavano – come si ricorderà – che «la più importante stazione ferroviaria della Calabria, quella di Lamezia Terme, (per non parlare di tutte le altre stazioni della regione) risulta incredibilmente inaccessibile per chi è costretto a vivere su di una carrozzina, per tutti coloro che hanno problemi di mobilità o sono portatori di disabilità e per tantissimi anziani che non hanno la possibilità di programmare una partenza in piena autonomia». Le associazioni ricevendo numerose segnalazioni da parte di soggetti con disabilità ritengono «una intollerabile discriminazione l’impossibilità di accedere ai servizi ferroviari, poiché la situazione in cui versa il principale snodo ferroviario calabrese finisce per calpestare i diritti inviolabili degli individui, specialmente coloro che risultino affetti da limitazioni o minorazioni fisiche (art. 2 della Carta costituzionale) oltre ad infrangere la pari dignità sociale e l’eguaglianza delle persone, atteso che le condizioni fisiche e personali costituiscono una deprecabile distinzione e discriminazione (art. 3 della Carta costituzionale)».
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