«Nucleare lucano, acqua contaminata» Matera parte l’esposto del Codacons
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
ROTONDELLA. Possibili reati sanitari e ambientali in merito alla contaminazione della falda presente da oltre tre anni nell’impianto nucleare Itrec situato nel Centro di ricerca Trisaia dell’Enea di Rotondella. È quanto ipotizza Codacons, che ha presentato al riguardo un esposto alla Procura della Repubblica di Matera. L’associazione a difesa dei diritti dell’ambiente e dei consumatori, richiama l’attenzione della magistratura su quanto si starebbe verificando nel sito dove dagli anni ’70 sono custodite anche 64 barre Uranio- delle 84 provenienti da Elk River, negli Stati Uniti. Codacons chiede alla Procura che «si faccia definitiva chiarezza sull’operato della società in merito alla gestione ed organizzazione dell’impianto all’utilizzo dei fondi pubblici per lo svolgimento della propria attività di decommissioning, alle possibili ripercussioni e conseguenze a livello ambientale e sulla salute della collettività, dopo gli allarmi, momento rimasti inascoltati, lanciati dalle associazioni ambientaliste presenti sul territorio: Medici per l’Ambiente Cova Contro e Mediterraneo NO Triv». Nell’esposto dell’associazione si richiama il report di Legambiente sui Rifiuti radioattivi, traffici e gestione illecita che, con riferimento al sito di Rotondella, segnala una illecita attività di scarico a mare dell’acqua contaminata, che non verrebbe in alcun modo trattata, e i rifiuti attualmente gestiti si troverebbero in una situazione “seriamente preoccupante” causa del “diffuso deterioramento della struttura”. «La carenza di informazione e dei dovuti chiarimenti da parte della Sogin – continua Codacons – si è continuata a perpetrare nel tempo e dinanzi alla legittima richiesta di chiarimenti, avanzata dai cittadini lucani tramite alcune associazioni, sembrerebbe esserci stato un atteggiamento poco professionale da parte della stessa come risulterebbe anche in un video pubblicato dall’associazione Cova Contro di Giorgio Santoriello le cui riprese sarebbero state girate e mandate in onda da Jonica TV». A parere del Codacons «sono molti i punti oscuri e gli interrogativi che la Procura di Matera deve necessariamente chiarire al fine di verificare eventuali responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti, se e quali danni siano stati provocati al territorio, all’ambiente e a possibili illeciti incidenti sulla salute dei cittadini e sul territorio». Lo scorso 6 aprile, in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera sul tema della Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il sito nazionale delle scorie radioattive, l’Ad di Sogin, Emanuele Fontani, del sito di Rotondella, ha sostenuto che si rendono necessarie ulteriori verifiche sulla sorgente di contaminazione, lì dove è stata rilevata la presenza di trielina e cromo esavalente nella falda sotto Itrec. Nei giorni scorsi l’associazione “ScanZiamo le scorie” ha sostenuto che «la contaminazione della falda presente da oltre tre anni nel Centro Trisaia di Rotondella va bonificata con urgenza prima che gli effetti causino conseguenze gravi alla popolazione e all’economia del territorio. Nel 2017 – ha dichiarato Pasquale Stigliani, portavoce di ScanZiamo le scorie – Enea ci disse che al 99% avevano individuato la causa. Oltre 3 anni non sono stati sufficienti ad Enea, Sogin e alle istituzioni responsabili ai controlli ambientali per individuare le cause dell’inquinamento della falda e passare dagli interventi di messa in sicurezza a quelli della bonifica». Sogin, contattata da «La Gazzetta del Mezzogiorno», al momento non ha rilasciato dichiarazioni.
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