Stazione ferroviaria di Sant’Eufemia off limits alle persone con disabili
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Jessica Mastroianni Una «intollerabile discriminazione». È così che il Codacons e la sede regionale per la Calabria dell’Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili hanno definito «l’impossibilità di accedere ai servizi ferroviari» da parte di numerosi «soggetti con disabilità ovvero a mobilità ri- o con disabilità sensoriali». «La più importante stazione ferroviaria della Calabria, quella di Lamezia Terme, risulta incredibilmente inaccessibile per chi è costretto a vivere su di una carrozzina, per tutti coloro che hanno problemi di mobilità o sono portatori di disabilità e per tantissimi anziani che non hanno la possibilità di programmare una partenza in piena autonomia», si legge nella diffida inoltrata a Trenitalia, Rete ferroviaria italiana, alla Regione Calabria, Ministero dei Trasporti, all’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e all’Autorità regolamentazione dei trasporti. «La situazione in cui versa il principale snodo ferroviario calabrese finisce per calpestare i diritti inviolabili degli individui, specialmente coloro che risultino affetti da limitazioni o minorazioni fisiche, oltre ad infrangere la pari dignità sociale e l’eguaglianza delle persone – hanno precisato ciò si aggiunge come a Lamezia Terme risulti inapplicato l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che espressamente fa divieto di qualsiasi tipo di discriminazione fondata, tra l’altro sulle caratteristiche genetiche, sull’età e sulla disabilità». Diversi i riferimenti normativi citati da Codacons e Anmic nella diffida, volta a tutelare quella fetta di popolazione che costantemente è costretta a scontrarsi con i limiti imposti da tante aree pubbliche che trascurano le esigenze di soggetti con ridotta capacità motoria. Soggetti che hanno pari dignità umana e che hanno tutto il diritto di svolgere la loro quotidianità in totale sicurezza e libertà. Eppure le loro lamentele sembrano rimanere inascoltate. Codacons e Anmic hanno evidenziato come il regolamento dell’Unione europea preveda che debbano essere garantiti assistenza e accesso ai treni anche a questi utenti, che dovrebbero poter fruire dei servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza. «In Calabria, invece, disabili o gli anziani sono costretti ad attraversare i binari ovvero ad invocare l’aiuto di qualche passeggero per poter tentare di accedere ai vagoni», hanno denunciato, rimarcando come sia compito della Repubblica «rimuovere ogni ostacolo che si trasforma in una bieca forma di discriminazione ed inaccettabile isolamento». Quindi il monito, perché la situazione possa finalmente mutare e permettere anche a questi soggetti di condurre una vita che non sia una costante di inibizioni e limitazioni: Lamezia Terme urgono una serie di interventi di natura strutturale e tecnologica». Ad accompagnarlo, vi è proprio la diffida, volta «all’immediata cessazione dei comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti attraverso l’adozione di tutte le misure idonee ad eliminare gli effetti dannosi delle violazioni segnalate; provvedere alla immediata rimozione di ogni ostacolo e/ dislivello sui percorsi pedonali che consentono l’accesso ai treni nella stazione ferroviaria di Lamezia Terme; alla creazione di un sistema di scale mobili o di ascensori che consentono il raggiungimento del binario e della carrozza assegnata in assoluta autonomia».
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