«Conosciamo i nostri ragazzi sappiamo chi studia e chi no»
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
«Personalmente, condivido la proposta del ministro Bianchi, perché penso che ogni Consiglio di classe abbia il diritto- di valutare caso per caso. Noi docenti non siamo stupidi, abbiamo seguito gli alunni giorno dopo giorni, sappiamo benissimo chi di loro ha avuto difficoltà e chi, invece, ci ha marciato sopra approfittando della situazione». Daniele Manni, docente da 30 anni di informatica e imprenditorialità all’Istituto Galilei- di Lecce, che tra tanti riconoscimenti ha conquistato anche il Global Teacher Award 2020, è convinto che debbano essere i professori, come sempre del resto, a giudicare i propri studenti. Professore, non pensa che la modalità di lezione a distanza, sperimentata in questi due anni di pandemia, possa distrarre ancora di più quei ragazzi che per seguire con attenzione hanno sempre bisogno di essere sollecitati? «Sono dell’avviso che il sistema scuola dovrebbe essere molto attento verso quei ragazzi che perdono la motivazione nello studio e, quindi, non dovrebbe bollarli subito come nullafacenti, ma sforzarsi di conoscere a fondo le loro passioni, anche se lontane dal latino o dalla matematica. È proprio in questi casi che la scuola deve essere capace di usare il linguaggio per aprire un dialogo». In questo senso la Dad non ha limitato un po’ l’azione di intervento? «Sono rari i casi in cui la Dad può aver aiutato e non limitato, perché un conto è l’interazione in presenza, un conto è farlo a distanza. Però in tutti questi mesi di Dad, quando mi sono accorto di qualche ragazzo distratto, gli ho scritto una mail per farlo ricollegare nel pomeriggio. In questo modo abbiamo parlato e dipanato dubbi o perplessità, ma anche momenti di scoramento. Detto questo, però, è altrettanto vero che ci sono i lavativi, quelli che non vogliono studiare e la Dad, in questo caso, può aver favorito il processo di distrazione». Sarebbe d’accordo sul recupero estivo piuttosto che bocciare? «Sono convinto che chi non ha studiato debba essere bocciato, anche per una questione di equità rispetto agli studenti che, invece, hanno lavorato sempre. Semmai, si potrebbe usare una maglia leggermente più ampia rispetto ai debiti da recuperare: finora sono state date al massimo tre materie, con la quarta scattava la bocciatura. Anche se è difficile recuperare cinque materie se uno vuole mettersi in gioco potrebbe farcela. Però, ripeto, credo che quest’anno fin dall’inizio si è avuto modo di lavorare bene con la Dad, per cui i docenti possono valutare serenamente chi promuovere e chi bocciare». Potrebbe arrivare una pioggia di ricorsi. Il Codacons lo ha già annunciato. ricorsi ci sono sempre, ma mi piace immaginare che il consiglio di classe, che è fatto di professionisti, sia in grado di rispondere con i fatti anche di fronte a un ricorso. Non si è mai contenti di bocciare, ma in alcuni casi meglio fermare lo studenti che farlo andare avanti per poi metterlo in difficoltà quando dovrà affrontare la vita”.
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