31 Marzo 2021

«Conosciamo i nostri ragazzi sappiamo chi studia e chi no»

 «Personalmente,  condivido  la  proposta  del  ministro  Bianchi,  perché  penso  che  ogni  Consiglio  di  classe  abbia  il  diritto-  di  valutare  caso  per  caso.  Noi  docenti  non  siamo  stupidi,  abbiamo  seguito  gli  alunni  giorno  dopo  giorni,  sappiamo  benissimo  chi  di  loro  ha  avuto  difficoltà  chi,  invece,  ci  ha  marciato  sopra  approfittando  della  situazione».  Daniele  Manni,  docente  da  30  anni  di  informatica  imprenditorialità  all’Istituto  Galilei-  di  Lecce,  che  tra  tanti  riconoscimenti  ha  conquistato  anche  il  Global  Teacher  Award  2020,  è  convinto  che  debbano  essere  professori,  come  sempre  del  resto,  giudicare  propri  studenti.  Professore,  non  pensa  che  la  modalità  di  lezione  distanza,  sperimentata  in  questi  due  anni  di  pandemia,  possa  distrarre  ancora  di  più  quei  ragazzi  che  per  seguire  con  attenzione  hanno  sempre  bisogno  di  essere  sollecitati?  «Sono  dell’avviso  che  il  sistema  scuola  dovrebbe  essere  molto  attento  verso  quei  ragazzi  che  perdono  la  motivazione  nello  studio  e,  quindi,  non  dovrebbe  bollarli  subito  come  nullafacenti,  ma  sforzarsi  di  conoscere  fondo  le  loro  passioni,  anche  se  lontane  dal  latino  dalla  matematica.  È  proprio  in  questi  casi  che  la  scuola  deve  essere  capace  di  usare  il  linguaggio  per  aprire  un  dialogo».  In  questo  senso  la  Dad  non  ha  limitato  un  po’  l’azione  di  intervento?  «Sono  rari  casi  in  cui  la  Dad  può  aver  aiutato  non  limitato,  perché  un  conto  è  l’interazione  in  presenza,  un  conto  è  farlo  distanza.  Però  in  tutti  questi  mesi  di  Dad,  quando  mi  sono  accorto  di  qualche  ragazzo  distratto,  gli  ho  scritto  una  mail  per  farlo  ricollegare  nel  pomeriggio.  In  questo  modo  abbiamo  parlato  dipanato  dubbi  perplessità,  ma  anche  momenti  di  scoramento.  Detto  questo,  però,  è  altrettanto  vero  che  ci  sono  lavativi,  quelli  che  non  vogliono  studiare  la  Dad,  in  questo  caso,  può  aver  favorito  il  processo  di  distrazione».  Sarebbe  d’accordo  sul  recupero  estivo  piuttosto  che  bocciare?  «Sono  convinto  che  chi  non  ha  studiato  debba  essere  bocciato,  anche  per  una  questione  di  equità  rispetto  agli  studenti  che,  invece,  hanno  lavorato  sempre.  Semmai,  si  potrebbe  usare  una  maglia  leggermente  più  ampia  rispetto  ai  debiti  da  recuperare:  finora  sono  state  date  al  massimo  tre  materie,  con  la  quarta  scattava  la  bocciatura.  Anche  se  è  difficile  recuperare  cinque  materie  se  uno  vuole  mettersi  in  gioco  potrebbe  farcela.  Però,  ripeto,  credo  che  quest’anno  fin  dall’inizio  si  è  avuto  modo  di  lavorare  bene  con  la  Dad,  per  cui  docenti  possono  valutare  serenamente  chi  promuovere  chi  bocciare».  Potrebbe  arrivare  una  pioggia  di  ricorsi.  Il  Codacons  lo  ha  già  annunciato.  ricorsi  ci  sono  sempre,  ma  mi  piace  immaginare  che  il  consiglio  di  classe,  che  è  fatto  di  professionisti,  sia  in  grado  di  rispondere  con  fatti  anche  di  fronte  un  ricorso.  Non  si  è  mai  contenti  di  bocciare,  ma  in  alcuni  casi  meglio  fermare  lo  studenti  che  farlo  andare  avanti  per  poi  metterlo  in  difficoltà  quando  dovrà  affrontare  la vita”.
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