«Aprite ad Acquaviva un centro vaccinale»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Gli over 80 di Acquaviva delle Fonti sono ancora in attesa che l’Asl di Bari possa aprire anche in città un Hub vaccinale evitando, in questo modo, che gente anziana e con gravosi problemi di salute debba spostarsi altrove per potersi sottoporre a vaccinazione anti Covid. Molti infatti, hanno problemi di salute o non hanno chi li possa accompagnare e diventa difficile recarsi a Santeramo o Putignano o Sammichele. La denuncia arriva dal Codacons di Acquaviva delle Fonti che in una nota mette in evidenza come: «Avendo verificato che fino ad oggi 28 marzo nel comune di Acquaviva delle Fonti, che conta oltre 20mila abitanti, non è stato allestito un centro vaccinale, è stata inviata una nota urgente all’Assessore alla Salute della Regione Puglia ed al sindaco». Sappiamo bene che è la Regione a dover stabilire se attivare un Hub – spiega l’associazione sappiamo che per Acquaviva è stato messo a disposizione il centro sportivo Valeriano, per questo non si riesce a capire quale sia il problema. «Fino a questo momento ad Acquaviva non è stato attivato nessun Hub vaccinale per offrire alla popolazione il giusto servizio necessario a salvaguardare la loro salute e la loro vita – sottolinea il Codacons -. Questo comporterà grandi difficoltà in particolare a quei cittadini fragili, perché anziani o perché diversamente abili, in una città che conta oltre 20mila abitanti. Oltre a ciò si evidenzia la mancata e giusta informazione istituzionale a favore di questi stessi soggetti che certamente non devono essere costretti a recarsi presso le farmacie per prenotare la loro vaccinazione. Il nostro nvito è di intraprendere ogni e più opportuna azione a tutela della salute pubblica». Quello che sorprende l’associazione è che il Consiglio comunale non ha ancora dedicato una seduta monotematica al tema Covid- in cui discutere i vari problemi che emergono nella gestione quotidiana dei positivi: quanti restano a casa senza assistenza o la possibilità di visite mediche a domicilio, dover avere una app delle farmacie per prenotare i farmaci e farli consegnare a domicilio, la carenza di organico delle forze dell’ordine per effettuare i controlli, un centro tamponi posizionato presso un’area inidonea e non chiusa al pubblico passaggio. «In attesa di ricevere risposte e chiarimenti sull’argomento in un settore quello della salute pubblica in cui la trasparenza deve essere un altro diritto inviolabile per i cittadini, auguriamoci di vedere risolti i disagi messi in risalto», conclude il Codacons di Acquaviva.
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