Polemica sugli orari della Ztl Sarà battaglia di carte bollate
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Gli apparati che controllano i tempi dell’apertura e chiusura dei varchi della Ztl di Manduria, sarebbero regolari e non ci sarebbe nessuno sfasamento nell’orario Lo fa sapere il comando di Polizia Locale rispondendo ad una automobilista multata che chiedeva l’annullamento della sanzione ritenuta erronea. Come lei tanti altri e dal 25 ottobre al 30 novembre hanno transitato nella zona interdetta nella mezz’ora precedente la fine del divieto. Da qui il sospetto che l’orologio interno fosse in ritardo di trenta minuti facendo così scattare la foto quando in realtà il semaforo era verde. L’automobilista che per prima ha sollevato il problema e dopo di lei tanti altri che si sono rivolti al Codacons, aveva allegato le prove della sua contestazione. Aveva cioè presentato la documentazione relativa allo spostamento della sua autovettura, ricavato dal sistema satellitare Gps con la quale era collegata, che proverebbe la presenza della macchina in un luogo diverso da quello rilevato dalla telecamera. Il comandante dei vigili urbani, avvocato Enzo Dinoi, ha stroncato ogni giustificazione resa dall’automobilista sostenendo di avere fatto controllare il meccanismo accusato di malfunzionamento, sia dalla società fornitrice della manutenzione del sistema di controllo elettronico, sia dalla ditta che assicura i collegamenti internet. Entrambe, ha spiegato il comandante Dinoi alla signora, avrebbero certificato la regolarità degli impianti e soprattutto la correttezza dell’orario impostato che a quanto pare è collegato direttamente con il server dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino che permetterebbe la sincronizzazione oraria dei varchi Ztl del comune. Sono convinti del contrario decine e decine di automobilisti multati tutti nella fascia oraria compresa tra i trenta minuti prima del verde. Tanti hanno preferito pagare entro i cinque giorni per usufruire della riduzione, ma altri si sono rivolti alla sede manduriana del Codacons che attraverso l’avvocato Antonio Casto ha già depositato una decina di ricorsi. L’automobilista che ha sollevato il caso esprimendo pubblicamente i suoi dubbi condivisi da tanti, insiste e non crede alla giustificazione resa dal comando di polizia municipale. «Possibile – scrive nella lettera la donna – che in quel eriodo si siano desincronizzati contemporaneamente tutti i Gps sia dei telefonini e sia delle autovetture di tanti cittadini? E che tutti siamo stati distratti a passare nello stesso orario in cui la Ztl era attiva?». Secondo la risoluta automobilista, giorno della contestazione la sua autovettura, tabulati satellitari alla mano, avrebbe avviato i motori 12 minuti oltre la cessazione del divieto della Ztl, stessa cosa riporterebbe il Gps del suo telefonino che a quell’ora la collocherebbe in un luogo molto distante dal varco. L’avvocato Casto del Codacons non si arrende ed è pronto ad occuparsi di tutti i ricorsi nelle sedi giudiziarie e amministrative competenti «in favore – dice – dei cittadini ingiustamente sanzionati». La vicenda, intanto, approderà in consiglio comunale grazie ad una interrogazione che il consigliere di minoranza, Dario Duggento, anche lui avvocato, ha presentato al sindaco Gregorio Pecoraro che riferirà in aula in una delle prossime assemblee cittadine. Il consigliere chiede «se vi sia la volontà, previa acquisizione e valutazione degli elementi probatori offerti dai cittadini multati, di annullare in autotutela i verbali anche perché – ricorda – gli eventuali giudizi che ne seguirebbero potrebbero comportare delle condanne alle spese per il Comune di Manduria».
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