Caso crematorio Possibili cause civili con richieste danni a Comune e Seab
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fonte:
- La Stampa
Un atto dovuto, necessario per interrompere la prescrizione. Questo il motivo per cui l’avvocato Alessandra Guarini e i legali del Codacons hanno inviato, al comune di Biella, nome dei loro 500 assistiti, una raccomandata di costituzione in mora, preludio a una possibile richiesta danni, per un valore di poco superiore ai dieci milioni di euro. Questo per l’omesso controllo sulle attività della So.cre.bi in relazione agli abusi compiuti nel tempio crematorio di Biella che hanno portato alla condanna dei fratelli Ravetti e di numerosi collaboratori. Una prima lettera era già stata inviata nel 2019, ed è stata replicata nelle scorse settimane sempre per evitare che il tema della eventuale causa civile cadesse in prescrizione. Lo stesso sarebbe stato fatto nei confronti di Seab. L’amministrazione avrebbe già risposto che non ci sarebbero i presupposti per una richiesta danni, dalla municipalizzata dei rifiuti per il momento non sarebbero invece arrivate repliche. «Le comunicazioni non stanno a significare che verrà avviata una causa per il risarcimento milionario» spiegano i legali dell’associazione Una eventuale decisione in merito non sarà presa fino a quando non sarà chiaro il destino giudiziario delle centinaia di denunce presentate, per cui la Procura ha chiesto l’archiviazione contro cui Codacons e una serie di altri legali hanno presentato opposizione. La decisione in merito a un’eventuale riapertura delle indagini o alla definitiva archiviazione (a cui seguirà una serie di cause civili) è nelle mani del gip Arianna Pisano. Per due dirigenti del Comune, Graziano Patergnani (passato in Provincia) e Raffaella Penna, il procuratore Teresa Angela Camelio un anno fa ha disposto un decreto di citazione a giudizio e verranno quindi processati per omissione di atti d’ufficio e omesso controllo. M. ZO.
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