9 Febbraio 2021

Caso crematorio Possibili cause civili con richieste danni a Comune e Seab

Un  atto  dovuto,  necessario  per  interrompere  la  prescrizione.  Questo  il  motivo  per  cui  l’avvocato  Alessandra  Guarini  legali  del  Codacons  hanno  inviato,  al  comune  di  Biella,  nome  dei  loro  500  assistiti,  una  raccomandata  di  costituzione  in  mora,  preludio  una  possibile  richiesta  danni,  per  un  valore  di  poco  superiore  ai  dieci  milioni  di  euro.  Questo  per  l’omesso  controllo  sulle  attività  della  So.cre.bi  in  relazione  agli  abusi  compiuti  nel  tempio  crematorio  di  Biella  che  hanno  portato  alla  condanna  dei  fratelli  Ravetti  di  numerosi  collaboratori.  Una  prima  lettera  era  già  stata  inviata  nel  2019,  ed  è  stata  replicata  nelle  scorse  settimane  sempre  per  evitare  che  il  tema  della  eventuale  causa  civile  cadesse  in  prescrizione.  Lo  stesso  sarebbe  stato  fatto  nei  confronti  di  Seab.  L’amministrazione  avrebbe  già  risposto  che  non  ci  sarebbero  presupposti  per  una  richiesta  danni,  dalla  municipalizzata  dei  rifiuti  per  il  momento  non  sarebbero  invece  arrivate  repliche.  «Le  comunicazioni  non  stanno  significare  che  verrà  avviata  una  causa  per  il  risarcimento  milionario»  spiegano  legali  dell’associazione  Una  eventuale  decisione  in  merito  non  sarà  presa  fino  quando  non  sarà  chiaro  il  destino  giudiziario  delle  centinaia  di  denunce  presentate,  per  cui  la  Procura  ha  chiesto  l’archiviazione  contro  cui  Codacons  una  serie  di  altri  legali  hanno  presentato  opposizione.  La  decisione  in  merito  un’eventuale  riapertura  delle  indagini  alla  definitiva  archiviazione  (a  cui  seguirà  una  serie  di  cause  civili)  è  nelle  mani  del  gip  Arianna  Pisano.  Per  due  dirigenti  del  Comune,  Graziano  Patergnani  (passato  in  Provincia)  Raffaella  Penna,  il  procuratore  Teresa  Angela  Camelio  un  anno  fa  ha  disposto  un  decreto  di  citazione  giudizio  verranno  quindi  processati  per  omissione  di  atti  d’ufficio  omesso  controllo.  M.  ZO.

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