CONCORSO A PERDERE IN RAI Va in onda il Festival di San Scemo
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FABRIZIO BIASIN Scordatevi Cavallo Pazzo, ma pure la signora con lo scialle di plastica dell’anno passato e anche Piero Pelù che fotte la borsetta alla tizia imbellettata: quest’anno il Festival di Sanremo, si fa “senza”. Senza cosa? Senza tutto. Sotto con la nota firmata nientepopodimeno che dalla Rai: «La Rai, al termine di una riunione con il Direttore Artistico in cui sono stati esaminati in dettaglio i vari scenari, ritiene che la 71ª edizione debba concentrarsi esclusivamente sull’evento serale al Teatro Ariston. Per tale motivo domani (oggi ndr) l’Azienda presenterà al Cts il protocollo organizzativo- che non prevede la presenza del pubblico al Teatro Ariston. La Rai ha dato pertanto indicazioni al Direttore Artistico per lavorare su idee creative compatibili con questa impostazione. Non sono previsti eventi esterni e la presenza a Sanremo di programmi collegati al Festival, che negli ultimi anni hanno animato la rassegna canora. Con tale impostazione la Rai intende produrre il massimo sforzo per realizzare un Festival in sicurezza e portare lo show ai suoi telespettatori nel rispetto del mondo della musica e della storia del Festival». Tutto chiaro? No? Spieghiamo. Amadeus e Fiorello insieme all’agente Lucio Presta hanno fatto di tutto per organizzare un evento che fosse il più “normale” possibile. Ebbene, non ci sono riusciti. In un primo momento avevano detto «O così o pomì», poi hanno preferito scegliere la linea del «Piutost che nient l’è mej piutost». Hanno scelto, in pratica, di accettare le imposizioni del ministro Franceschini («no al pubblico a Sanremo») ben sapendo che combattere una battaglia, per quanto logica e di buonsenso, non avrebbe portato a niente. allora eccoci qui a descrivere il Festival più strambo di sempre, che non vedrà il pubblico in sala («Perché l’Ariston è un teatro!». «Ma Sanremo è uno show televisivo, lasciateci assumere dei figuranti…». «No, è un teatro». «Ma…». «No». Fine), ma neppure all’esterno del teatro stesso. Scelta logica, quest’ultima perché effettivamente l’assembramento sarebbe stato all’ordine del giorno. E allora niente salottini- della mattina e del pomeriggio, palinsesti da rivedere, contenuti da “inventare”. Di sicuro il carrozzone ci smenerà non pochi quattrini in nome del «la salute viene prima di ogni cosa» – e fin qui siamo tutti d’accordo – ma anche del «non diamo fastidio alle associazioni di categoria: non abbiamo fatto una mazza per loro, non facciamo una mazza anche per Sanremo». Sarà un salasso per il Comune e i lavoratori coinvolti, sarà uno show quantomeno dimezzato, “sarà quel che sarà” (cit.) e la certezza è che un non- come quello che saremo invitati a vedere non poteva finire nelle mani migliori: Amadeus e Fiorello, ovvero i due tizi nati nei villaggi turistici, laddove mancavano le risorse e dovevi cavartela con le idee e il cazzeggio. Solo che il cazzeggio lo puoi fare con il pubblico e qui il pubblico non ci sarà e, insomma, vedremo cosa escogiteranno i due. L’altra certezza è che oggi il Cts ufficializzerà le date, col segretario Fabio Ciciliano che ieri ha garantito il regolare svolgimento della kermesse dal 2 al 6 marzo («non ci sarà un rinvio, ma solo una valutazione delle norme e dei protocolli per la sicurezza»). L’ultima cosa sicura è che il codacons farà una mezza dozzina di esposti contro Fedez che partecipa, contro la Rai che lo fa partecipare, contro il Cts che darà l’ok al Festival, contro Amadeus perché alla fine ha detto «fate come volete, basta che ci lasciate lavorare» così facendo ri- di togliere al codacons la possibilità di fare degli esposti che, invece, continuerà a fare. Buon Festivàl.
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