Una perdita di 8 miliardi Anche l’Italia va fuoripista
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fonte:
- La Provincia di Como
er l’anno alle spalle il turismo invernale italiano ha stimato una perdita di 8,5 miliardi, -70%. Potrebbero salire a dieci, secondo l’ultimo disperato appello delle Regioni per attivare gli impianti di risalita al più presto. Passato e futuro Di certo, questo è stato un motore importante per la nostra regione e anche a Como le presenze di questo periodo erano sempre più rilevanti, prescindere dagli sport invernali. Prova del nove, il dibattito crescente negli ultimi anni per la destagionalizzazione. mesi di stop accorciati, le strutture che si affacciano sulla rete alberghiera comasca sempre più orientate addirittura a saltare, se non ridurre, la pausa invernale. Sembra un’altra era geologica, ma era così. Considerando anche che arrivavano turisti dall’altra parte del pianeta, che vivevano il periodo climatico in tutt’altro modo. Ma prendiamo un altro dato: la Città dei Balocchi. L’indotto secondo statistiche Codacons di due anni fa, viaggiava tra i 20 e i 25 milioni di euro. Perché sì, ci sono le strutture alberghiere, come c’è anche tutto un mondo che ruota attorno. Eppure sul turismo invernale si investe una parte cruciale di futuro, quello legato alle Olimpiadi del 2026: Milano- si chiamano, riferendosi ai due poli chiave di questa partita strategica. In mezzo, però, ci sono territori che potrebbero trarne giovamento, Valtellina in testa e quelli di Como e Lecco comprese. Il presente Le prospettive indicate dalla Camera di commercio Milano Monza e Lodi prima dell’emergenza Covid erano di affari pari a 14 miliardi di euro tra attività di alloggio, ristorazione e affini. Questo prendendo in considerazione solo i Comuni di Milano, Cortina, Bormio e Livigno. Entrando nei dettagli della composizione 7,7 miliardi sono prevedibili nel commercio, 2 miliardi nell’alloggio 2 miliardi nella ristorazione, un miliardo nell’organizzazione di eventi e manifestazioni, quasi 600 milioni nell’intrattenimento 500 milioni nello sport. Se questo è l’avvenire il Un’immagine di inizio gennaio del 2020 a Como, quando la pandemia era ancora al di là da venire BUTTI La frase Una perdita di 8 miliardi Anche l’Italia va fuoripista Il bilancio. villeggiatura invernale è un motore importante per Como Le statistiche dicono che nel 2020 c’è stato un salto all’indietro di 30 anni presente è durissimo, nel Paese come nella nostra regione. Secondo la fotografia scattata da Isnart- già il 2020 si è chiuso con 78 milioni di arrivi e 240 milioni di presenze turistiche in meno in Italia a causa dell’emergenza Covid. Un salto indietro di 30 anni. Secondo l’assessore regionale Lara Magoni, già 53 miliardi sono venuti meno lo scorso anno. Ma l’avvio del 2021, quello appunto legato al turismo invernale, già si prepara a piangere l’assenza di 7,9 miliardi. Brutta notizia, anche perché la montagna rappresenta il 40% della Lombardia e quindi il turismo legato ad essa avrebbe potuto offrire un significativo sollievo. Lo stop agli impianti di risalita è stato messo in discussione, anche se poi è arrivato un altro provvedimento: la possibilità di raggiungere le seconde case anche fuori regione, indipendentemente dalla fascia di colore della zona. Il che – insiste il governo regionale – penalizzerebbe ulteriormente gli Tra marzo e maggio già si sono volatizzati 103 milioni di spese di turisti. Con pesanti preoccupazioni per i lavoratori, anche difficilmente quantificabili perché molti sono stagionali. Il comparto del turismo lariano, fine giugno 2020, occupa oltre 27.000 addetti, pari al 9,6 del totale della forza lavoro impiegata sul posto (contro l’ della Lombardia e il 10,4 dell’Italia Nelle massime punte di turismo ci sono anche 6mila stagionali. Un problema condiviso con il Ticino. D’altro canto prima del Covid, la Svizzera faceva registrare da noi 188mila presenze, appena giù dal podio . Senza contare le visite dei ticinesi per lo shopping. Un turismo anche in questa stagione, alimentato dai prodotti, dalle promozioni e ora saldi, che non si può verificare. Como le ha provate tutte. Lo scorso luglio si è anche trasformata in Duty Free a cielo aperto con una partnership tra Confcommercio Como e Stamp, la startup digitale che opera nel settore del tax free shopping. negozi aderenti, oltre l’ della rete cittadina, offrono l’esenzione totale e immediata dell’Iva a tutti i turisti extra- un risparmio netto del 22%. Ma quest’inverno chi ha provato a fermarsi, magari di ritorno da un incontro di lavoro, sulla via per il Ticino, è stato multato.
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Tags: Città dei Balocchi, turismo
