23 Gennaio 2021

Autovelox sulla Ss 106, Pitaro invoca un incontro con il prefetto

SIMERI  CRICHI  – Istanze  da  associazioni  di  categoria,  petizioni,  accesso  gli  atti,  sentenze  di  ricorso  appelli.  La  controversa  esistenza  dell’autovelox  della  discordia  posto  lungo  il  tratto  stradale  della  statale  ionica  106  al  chilometro  194+  nel  comune  di  Simeri  Crichi,  ora  pare  abbia  attirato  l’attenzione  anche  di  Palazzo  Campanella  ed  in  particolare  del  consigliere  regionale  ed  avvocato  catanzarese  Francesco  Pitaro  (misto),  che  ha  manifestato  le  proprie  perplessità  in  merito  all’effettiva  necessità  ed  utilità  del  rilevatore  di  velocità  nel  tratto  stradale  in  questione.  «L’installazione  di  apparecchi  per  il  rilevamento  della  velocità  dei  veicoli  in  transito  sulle  strade  gli  altri  dispositivi  atti  dissuadere  gli  automobilisti  da  comportamenti  pericolosi  per  l’incolumità  pubblica,  com’è  noto,  devono  rispondere  criteri  oggettivi  di  razionalità  ed  utilità.  Così  non  sembrerebbe  per  l’autovelox  di  Simeri  Crichi,  che  lungi  dall’essere  funzionale  garantire  la  sicurezza  stradale,  appare  ispirato  unicamente  criteri  impositivi  ed  arbitrari,  con  la  finalità  di  “far  cassa”».  Sono  questi  presupposti  che  avrebbero  ispirato  il  consigliere  regionale  ad  avanzare  un’istanza  indirizzata  al  Prefetto  di  Catanzaro,  affinché  «alla  luce  delle  doglianze  dei  disagi  prodotti  agli  utenti  della  strada»,  si  possa  concordare  un  incontro  volto  ad  esaminare  la  questione  «valutando  la  possibilità  di  adottare  eventuali  provvedimenti  in  accoglimento  delle  vibrate  proteste  segnalazioni  nonché  dei  rilievi  mossi  da  privati  cittadini,  comitati  ed  associazioni».  Quali  siano  gli  obiettivi  raggiunti  dal  dispositivo,  se  vi  sia  effettivamente  l’esigenza  del  suo  mantenimento,  se  sia  utile  segnalarlo  in  modo  più  adeguato  si  debba  spostare  in  altri  tratti  stradali  maggiormente  critici.  Sono  solo  alcuni  degli  interrogativi  cui  Pitaro  starebbe  cercando  un’adeguata  risposta  saranno,  probabilmente,  gli  stessi  che  rivolgerà  all’autorità  prefettizia  del  posto,  evidenziando,  suo  parere,  come  obbiettivo,  che  ad  oggi  l’autovelox  può  vantare,  sia  quello  di  «emettere  multe  raffica,  penalizzando  malcapitati  automobilisti  che  superano  il  limite  di  velocità  massimo  fissato  70  km/  in  un  tratto  rettilineo».  Le  perplessità  del  consigliere  non  si  discostano,  dunque,  da  quelle  già  sposate  da  cittadini  ed  associazioni,  tra  cui  Codacons  “Basta  Vittime  della  Statale  106″.  Perplessità  che,  negli  scorsi  giorni,  lo  stesso  sindaco  del  Comune  interessato,  Pietro  Mancuso,  aveva  tentato  di  scardinare  evidenziando  come  «da  quando  è  stato  in-  l’autovelox  il  numero  di  incidenti  sia  fosse  drasticamente  ridotto  zero».  La  lente  d’ingrandimento  di  Pitaro  non  poteva  altresì  soprassedere  in  merito  alla  “sensazionalistica”  notizia  degli  scorsi  giorni  che  vedeva  crollare  il  presupposto  di  legittimità  delle  sanzioni  grazie  ad  una  sentenza  del  Gdp  di  Catanzaro  che  dichiarava  nulle  le  multe  rilevate  sul  lato  opposto  della  carreggiata  rispetto  quello  su  cui  è  installato  il  dispositivo,  nonché  quel  preannunciato  ricorso  alla  Cedu  dalla  soprammenzionata  “Basta  vittime”.  La  sentenza,  come  già  evidenziato  negli  scorsi  giorni,  sarebbe  stata  appellata  dal  Comune  di  Simeri  Crichi  per  quella  che  il  sindaco  locale  aveva  rilevato  quale  «mancata  analogia  con  la  sentenza  di  Cassazione  cui  avrebbe  fatto  ricorso  il  Gdp».  Nei  prossimi  giorni  seguiranno  certamente  sviluppi  ulteriori  sulla  questione,  intanto  Pitaro  si  dice  sicuro  del  fatto  che  «servono  modifiche  strutturali  per  rendere  più  sicura  la  “strada  della  morte”,  una  delle  arterie  più  pericolose  d’Italia  ma  come,  «in  attesa  di  tali  interventi,  indispensabili  non  più  rinviabili,  strumenti  come  dissuasori  di  velocità  devono  essere  previsti  motivati  sulla  base  di  dati  certi  di  valutazioni  di  oggettiva  pericolosità». 

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