Autovelox sulla Ss 106, Pitaro invoca un incontro con il prefetto
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
SIMERI CRICHI – Istanze da associazioni di categoria, petizioni, accesso gli atti, sentenze di ricorso e appelli. La controversa esistenza dell’autovelox della discordia posto lungo il tratto stradale della statale ionica 106 al chilometro 194+ nel comune di Simeri Crichi, ora pare abbia attirato l’attenzione anche di Palazzo Campanella ed in particolare del consigliere regionale ed avvocato catanzarese Francesco Pitaro (misto), che ha manifestato le proprie perplessità in merito all’effettiva necessità ed utilità del rilevatore di velocità nel tratto stradale in questione. «L’installazione di apparecchi per il rilevamento della velocità dei veicoli in transito sulle strade e gli altri dispositivi atti a dissuadere gli automobilisti da comportamenti pericolosi per l’incolumità pubblica, com’è noto, devono rispondere a criteri oggettivi di razionalità ed utilità. Così non sembrerebbe per l’autovelox di Simeri Crichi, che lungi dall’essere funzionale a garantire la sicurezza stradale, appare ispirato unicamente a criteri impositivi ed arbitrari, con la finalità di “far cassa”». Sono questi i presupposti che avrebbero ispirato il consigliere regionale ad avanzare un’istanza indirizzata al Prefetto di Catanzaro, affinché «alla luce delle doglianze e dei disagi prodotti agli utenti della strada», si possa concordare un incontro volto ad esaminare la questione «valutando la possibilità di adottare eventuali provvedimenti in accoglimento delle vibrate proteste e segnalazioni nonché dei rilievi mossi da privati cittadini, comitati ed associazioni». Quali siano gli obiettivi raggiunti dal dispositivo, se vi sia effettivamente l’esigenza del suo mantenimento, se sia utile segnalarlo in modo più adeguato o si debba spostare in altri tratti stradali maggiormente critici. Sono solo alcuni degli interrogativi a cui Pitaro starebbe cercando un’adeguata risposta e saranno, probabilmente, gli stessi che rivolgerà all’autorità prefettizia del posto, evidenziando, suo parere, come obbiettivo, che ad oggi l’autovelox può vantare, sia quello di «emettere multe a raffica, penalizzando i malcapitati automobilisti che superano il limite di velocità massimo fissato a 70 km/ in un tratto rettilineo». Le perplessità del consigliere non si discostano, dunque, da quelle già sposate da cittadini ed associazioni, tra cui Codacons e “Basta Vittime della Statale 106″. Perplessità che, negli scorsi giorni, lo stesso sindaco del Comune interessato, Pietro Mancuso, aveva tentato di scardinare evidenziando come «da quando è stato in- l’autovelox il numero di incidenti sia fosse drasticamente ridotto a zero». La lente d’ingrandimento di Pitaro non poteva altresì soprassedere in merito alla “sensazionalistica” notizia degli scorsi giorni che vedeva crollare il presupposto di legittimità delle sanzioni grazie ad una sentenza del Gdp di Catanzaro che dichiarava nulle le multe rilevate sul lato opposto della carreggiata rispetto a quello su cui è installato il dispositivo, nonché a quel preannunciato ricorso alla Cedu dalla soprammenzionata “Basta vittime”. La sentenza, come già evidenziato negli scorsi giorni, sarebbe stata appellata dal Comune di Simeri Crichi per quella che il sindaco locale aveva rilevato quale «mancata analogia con la sentenza di Cassazione a cui avrebbe fatto ricorso il Gdp». Nei prossimi giorni seguiranno certamente sviluppi ulteriori sulla questione, intanto Pitaro si dice sicuro del fatto che «servono modifiche strutturali per rendere più sicura la “strada della morte”, una delle arterie più pericolose d’Italia ma come, «in attesa di tali interventi, indispensabili e non più rinviabili, strumenti come i dissuasori di velocità devono essere previsti e motivati sulla base di dati certi e di valutazioni di oggettiva pericolosità».
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