5 Gennaio 2021

«Volevo fermare il virus: ho sanificato le scuole scritto all’Asp e al prefetto, poi il party scellerato»

CAPIZZI.  «Sono  molto  amareggiato  per  quello  che  è  accaduto.  Malgrado  i  continui  inviti  che  ho  rivolto  alla  cittadinanza,  ancor  prima  dello  scellerato  party  del  20  dicembre,  a  mantenere  un  comportamento  prudente  e  osservante  delle  normative  anticovid  è  successo  quello  che  nessuno  voleva».  Questo  quanto  ha  detto  il  sindaco  del  piccolo  centro  del  Messinese,  Leonardo  Giuseppe  Principato  Trosso,  raggiunto  telefonicamente.  dati  del  focolaio  che  è  scoppiato  dopo  una  festa  di  compleanno  che  si  è  svolta  in  un  locale  di  Nicosia  sono  veramente  preoccupanti  e  in  continua  ascesa:  su  una  popolazione  di  2.900  persone,  sono  80  i  positivi  al  Covid-  più  un  morto  (un  pensionato  di  68  anni)  mentre  150  persone  sono  state  messe  in  quarantena  in  attesa  dei  risultati  dei  tamponi.  «Non  riuscivo  a  spiegarmi  – continua  il  primo  cittadino  – come  nei  paesi  vicini  si  contavano  decine  di  contagiati  e  qui,  a  Capizzi,  nessuno.  Avevo  dei  sospetti,  c’era  qualcosa  che  non  mi  tornava  e  comunque  il  18  dicembre  ho  chiuso  le  scuole  e  ho  effettuato  la  sanificazione  dei  locali  e  sospeso  il  mercatino  settimanale».  l’attività  del  sindaco  non  si  è  fermata  qui:  con  lettera  del  primo  gennaio  indirizzata  al  prefetto  e  al  questore  di  Messina  ha  chiesto  «l’intensificazione  dei  controlli  sul  territorio  al  fine  di  verificare  il  rispetto  delle  norme  in  vigore  e  all’Asp  di  Enna,  competente  territorialmente,  è  stata  richiesta  una  campagna  di  screening  di  massa  sulla  popolazione  e,  infine,  ho  scritto  all’assessore  regionale  alla  Sanità  e  al  presidente  della  Regione  . «Credo  – continua  Principato  Trosso  – di  aver  messo  in  atto  tutti  gli  strumenti  a  mia  disposizione  per  la  salvaguardia  della  mia  comunità,  ma  nulla  ho  potuto  fare  per  la  mancata  osservanza  delle  norme  e  il  poco  senso  di  responsabilità  da  parte  di  alcuni  cittadini  che,  con  comportamenti  irresponsabili,  hanno  determinato  il  diffondersi  del  contagio».  Il  Codacons  si  è  rivolto  alla  magistratura  perché  si  indaghi  per  l’ipotesi  di  concorso  nella  diffusione  colposa  di  epidemia.  Capizzi  dopo  Galati  Mamertino,  Cesarò  e  San  Teodoro,  è  il  quarto  comune  della  Città  metropolitana  di  Messina  a  essere  dichiarato zona rossa.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this