13 Luglio 2019

Lega-Russia, Salvini nega tutto

scontro con il m5s sul dl sicurezza. torino perde il salone dell’ auto
Non teme che le ultime mine sul percorso del governo, l’ inchiesta sui presunti fondi che la Russia avrebbe versato alla Lega per finanziare la campagna elettorale per le Europee del 2019 e lo scontro nella maggioranza sul decreto sicurezza bis avranno l’ effetto di far saltare in aria la maggioranza che sostiene il suo governo. Giuseppe Conte, presidente del consiglio, ha commentato così ieri, al termine dell’ assemblea dell’ Abi cui ha preso parte con il ministro dell’ Economia Giovanni Tria, le vicende politiche degli ultimi giorni. E si è detto certo che l’ esecutivo andrà avanti perché «la maggioranza è solida nella sua integrità». Il premier ha aggiunto che l’ Italia migliora anche perché l’ esecutivo è riuscito a evitare la procedura Ue di infrazione per deficit eccessivo. E ha sottolineato che lo spread è «al minimo da maggio 2018 e confidiamo che scenda ancora. Abbiamo la fiducia dei mercati e confidiamo di acquisirla sempre più». In precedenza era stato Tria a spiegare che «sono sfumati i dubbi sulle coerenze politiche del nuovo governo con il quadro delle regole europee». «C’ è la ferma volontà del governo di mantenere il ruolo che gli compete in Europa», ha proseguito il ministro dell’ Economia, che ha aggiunto. «Tenuto conto del difficile contesto internazionale e dei segnali di una forte inversione ciclica riteniamo che l’ andamento dell’ economia italiana dal principio dell’ anno sia stato nel complesso soddisfacente». Ancora più soddisfacente, per Tria, è stata la conclusione del recente accordo con la commissione Ue, con l’ approvazione da parte del governo di un piano di accantonamenti per 9,1 miliardi di euro per il 2019 che «ha consentito di evitare la procedura di disavanzo eccessivo e rafforzato la credibilità e la fiducia nel paese». Non sono quindi la credibilità e la fiducia i problemi del governo. In ballo c’ è invece il principale partito italiano, la Lega di Matteo Salvini, finito nei guai per l’ inchiesta della procura di Milano sui presunti fondi che il Carroccio avrebbe ricevuto dalla Russia come finanziamento per la campagna elettorale delle Europee 2019. Indagine nata dalla registrazione audio della riunione nell’ hotel Metropol di Mosca tra il presidente della associazione Lombardia-Russia ed esponente della Lega, Gianluca Savoini, e alcuni interlocutori russi, nel corso della quale si sarebbe parlato della creazione, attraverso una fornitura di petrolio del valore di circa 3,5 miliardi, di un fondo di 65 milioni per il Carroccio. Ebbene, ieri Salvini, dopo avere professato fede e fiducia nella magistratura, ha negato qualsiasi coinvolgimento personale e del partito nella vicenda. «Si tratta di un’ inchiesta ridicola», ha sottolineato, «Savoini non era invitato dal ministero dell’ Interno, né a Mosca, nell’ ottobre 2018, né a Villa Madama nell’ incontro bilaterale con Putin di pochi giorni fa», ha spiegato. «Posso produrre i documenti di tutti i passeggeri che hanno viaggiato con me nell’ ottobre del 2018 a Mosca. Che ne so cosa ci facesse Savoini al tavolo. Chiedetelo a lui. Faccio il ministro dell’ Interno e preferisco occuparmi di cose serie. È tutto ridicolo. Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a nessuno. Ho la coscienza a posto. Querelerò chi accosterà la Lega a soldi dalla Russia». Certo è, ma sicuramente le cose non sono collegate, che parlamentari della Lega tentarono di cancellare con un emendamento al decreto Spazzacorrotti l’ articolo 7 che vieta ai partiti e ai movimenti politici di ricevere contributi finanziari «provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri, da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero o da persone fisiche maggiorenni non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto». Tentativo fallito ma riuscito con il dl Crescita, articolo 43, che esclude dall’ applicazione dell’ articolo 7 dello Spazzacorrotti fondazioni, associazioni e comitati. Ma è sul decreto sicurezza-bis che si è creato un nuovo caso di guerra con il M5S, perché Salvini, irritato per l’ inammissibilità dichiarata dal presidente di Montecitorio Roberto Fico di alcuni emendamenti presentati dal Carroccio al testo all’ esame della camera, ha minacciato di fare saltare tutto. «O passa questo testo o è un problema grosso per il governo, O ci sono questi emendamenti o non si va avanti. «È una questione di principio», ha minacciato. L’ altro vicepremier, il pentastellato Luigi Di Maio, ha replicato: «Non si cerchino pretesti per far cadere il governo, sono pronto a incontrare le forze di polizia e le rappresentanze sindacali per spiegare loro la verità sugli emendamenti al dl sicurezza bis. Conta la verità, non la propaganda. Invierò un invito formale in queste ore». Fonti del M5s hanno sottolineato che «gli emendamenti respinti di cui parla Salvini, hanno anche la nostra firma. E questo Salvini lo sa bene. Dalla Lega ci aspettiamo sincerità. Dovrebbero dire sempre la verità ai cittadini. Punto». La questione si è poi risolta perché buona parte delle proposte di modifica al dl sicurezza bis è stata riammessa da Fico. Che ha dichiarato: «Abbiamo rimediato a qualche dimenticanza del Viminale». Il M5s ha avuto i suoi problemi nel difendere uno dei due sindaci di punta, Chiara Appendino. Il primo cittadino di Torino si è visto sfilare il Salone dell’ auto, che d’ ora in poi si svolgerà a Milano. Un colpo durissimo per l’ immagine della capitale italiana dell’ industria automobilistica. Non è un caso che il sindaco pentastellato si sia dichiarato furioso «per la decisione del comitato organizzatore. Una scelta che danneggia la città». Appendino ha anche attaccato il vicesindaco Guido Montanari e la maggioranza M5S per avere contribuito alla scelta degli organizzatori con «alcune prese di posizione autolesioniste di alcuni consiglieri del consiglio comunale e dichiarazioni inqualificabili da parte del vicesindaco». Secondo il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, «Torino non può continuare a perdere tutto quello che è stato costruito con anni di lavoro e fatica dai suoi cittadini, dalle istituzioni e da tutto il sistema produttivo e territoriale». Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni di Appendino, difesa da Di Maio. Salvini ha commentato: «Anche il Salone dell’ auto scappa, un altro danno del M5s». La Sezione disciplinare del Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il pm Luca Palamara, indagato a Perugia per corruzione. Il tribunale delle toghe ha accolto la richiesta avanzata dal Pg della Cassazione Riccardo Fuzio. A Palamara viene contestato di aver violato i suoi doveri di magistrato per le vicende al centro dell’ inchiesta di Perugia, dove è accusato di aver messo le sue funzioni di magistrato a disposizione dell’ imprenditore e suo amico Fabrizio Centofanti in cambio di viaggi e regali. Era vera la notizia del naufragio di migranti al largo di Zarzis, in Tunisia, che ha causato la morte di 72 persone. Sul gommone. dieci giorni fa, c’ erano 86 profughi. A decine, negli ultimi giorni, il mare ha restituito i corpi delle vittime. Adesso sono 72 quelli recuperati. Oim e Unhcr, con una nota congiunta, chiedono l’ immediata liberazione dei migranti prigionieri nei centri di detenzione libici e l’ interruzione di ogni accordo a sostegno della Guardia costiera libica La città di Parigi ha premiato le comandanti della Sea Watch 3 Carola Rackete e Pia Klemp con la medaglia Grand Vermeil, massima onorificenza del Comune di Parigi, per aver salvato migranti in mare. La medaglia vuole simboleggiare «la solidarietà e l’ impegno di Parigi per il rispetto dei diritti umani». Immediato il commento di Salvini: «Non è scherzi a parte. Speronare motovedette comporta premi. Ci manca pure che la nominino Cittadina Europea dell’ Anno e abbiamo visto tutto!». Alitalia, domenica entro le 18 le offerte dei potenziali nuovi soci della compagnia di bandiera destinati ad affiancare Ferrovie e ministero dell’ Economia nel capitale della compagnia dovranno arrivare nella sede di Mediobanca a Milano. Tra gli interessati all’ operazione, Atlantia, che ha dato mandato all’ amministratore delegato Giovanni Castellucci «di approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale relativo ad Alitalia – inclusa la compagine azionaria e il team manageriale – e gli opportuni e necessari interventi per un duraturo ed efficace rilancio». Il Consiglio di stato ha sospeso l’ annullamento del concorso dei presidi deciso la settimana scorsa dal Tar del Lazio. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del ministero dell’ Istruzione e dunque dal 1 settembre potranno essere in carica i 2.900 nuovi presidi. La sospensiva della decisione del Tar era stata chiesta dal ministero dell’ Istruzione in via urgente per permettere, aveva spiegato il ministro dell’ Istruzione Marco Bussetti di portare in cattedra i nuovi presidi in via provvisoria il primo settembre prossimo. Il Consiglio di stato ha respinto i ricorsi presentati dalle compagnie telefoniche Vodafone, Wind-3 e Fastweb contro le decisioni del Tar relative alle bollette telefoniche a 28 giorni. Le compagnie dovranno quindi restituire i ‘giorni illegittimamente erosi’ dal giugno 2017, quando cambiarono le contabilità dei mesi. Si tratta di una cifra compresa tra 30 a 50 euro, secondo il Codacons. La sentenza del Tar confermata prevede la restituzione di questi giorni entro il 31 dicembre 2018, Il meccanismo sarà quello della compensazione con le fatturazioni future. © Riproduzione riservata.
giampiero di santo

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