«Cellulari rallentati illegalmente» L’ Antitrust multa Apple e Samsung
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ROMA LE PRATICHE che inducono i clienti a cambiare il cellulare più frequentemente costano care a Apple a Samsung: le due aziende hi- tech sono state multate dall’ Antitrust rispettivamente per 10 e 5 milioni di euro. L’ accusa è di pratiche commerciali scorrette, in gergo «obsolescenza programmata»: aggiornamenti ai software degli smartphone che provocano malfunzionamenti e riducono quindi le prestazioni dei dispositivi, invogliando gli utenti a comprare il modello nuovo. L’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha annunciato le decisione dopo aver accertato che «mediante l’ insistente richiesta di effettuare il download e anche in ragione dell’ asimmetria informativa esistente rispetto ai produttori», le società portavano i propri utenti a installare aggiornamenti su dispositivi «che non erano in grado di supportarli adeguatamente», senza però informarli della cosa né dare loro possibilità di ripristino della versione precedente. ESULTANO le associazioni per i consumatori. «È una decisione storica, che finalmente ristabilisce il diritto del consumatore a poter fruire di prodotti funzionanti», ha commentato il responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo, che dal 2014 evidenzia le criticità del problema. «Grande apprezzamento per una condotta che denunciamo da anni», anche da Federconsumatori, mentre Codacons aggiunge che l’ Antitrust ha così aperto «la porta ad azioni risarcitorie contro Apple e Samsung da parte degli utenti». Le sanzioni inflitte sono le massime previste dall’ Antitrust italiana, dopo aver studiato il caso per quasi un anno. Due pratiche contro Apple e una contro Samsung erano state aperte a gennaio 2018. In particolare, Samsung ha «insistentemente proposto, dal maggio 2016, ai consumatori che avevano acquistato un Note 4 di procedere a installare il nuovo firmware di Android, denominato Marshmallow, predisposto per il nuovo modello di telefono Note 7, senza informare dei gravi malfunzionamenti dovuti alle maggiori sollecitazioni dell’ hardware». AD APPLE, invece, l’ Antitrust ha contestato di aver «insistentemente proposto, dal settembre 2016, ai possessori di vari modelli di iPhone 6 (6/6Plus e 6s/6sPlus rispettivamente immessi sul mercato nell’ autunno del 2014 e 2015), di installare il nuovo sistema operativo iOS 10 sviluppato per il nuovo iPhone7, senza informare delle maggiori richieste di energia del nuovo sistema operativo e dei possibili inconvenienti – quali spegnimenti improvvisi – che tale installazione avrebbe potuto comportare». Per limitare tali problematiche, Apple ha rilasciato, nel febbraio 2017, un nuovo aggiornamento (iOS 10.2.1), «senza tuttavia avvertire che la sua installazione avrebbe potuto ridurre la velocità di risposta e la funzionalità dei dispositivi». La risposta di Samsung alla decisione dell’ Antitrust pone l’ accento sulla soddisfazione dei propri clienti, che viene definita come «obiettivo primario, strettamente legato al proprio business». La società coreana «non condivide la decisione presa dall’ Agcm» e aggiunge di non aver «mai rilasciato aggiornamenti software con l’ obiettivo di ridurre le performance del Galaxy Note 4. Al contrario, Samsung ha sempre rilasciato aggiornamenti che consentissero ai propri utenti di avere la migliore esperienza possibile». L’ azienda coreana annuncia quindi di voler ricorrere in appello contro la decisione. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
elena comelli
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