4 Luglio 2018

Bollette a 28 giorni, rimborsi entro fine anno

ROMA – Le bollette a 28 giorni non ci sono più, ma ancora mancavano i rimborsi per i clienti vittime di questa pratica commerciale delle compagnie telefoniche che tanti richiami ha ricevuto e che è stata alla fine vietata per legge. I «ristori», finalmente, dovrebbero arrivare (ricorsi permettendo) direttamente in bolletta entro il 31 dicembre di quest’ anno, sotto forma di «giorni da recuperare» o anche con altre soluzioni, come per esempio offerte particolari. A deciderlo è stata l’ Agcom. L’ Autorità per le telecomunicazioni, che aveva sanzionato le compagnie per 1,16 milioni di euro totali alla fine dello scorso anno prevedendo anche i relativi storni a partire da aprile scorso, è dovuta tornare sul dossier dopo che il Tar del Lazio aveva in più occasioni sospeso quelle delibere proprio nella parte relativa ai rimborsi, considerando i tempi troppo stretti. Il confronto c’ è stato, sia con gli operatori che con le associazioni dei consumatori, e l’ Agcom ha preso la sua decisione. Entro il 31 dicembre 2018, ha stabilito l’ ente di controllo, Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno restituire in bolletta «i giorni illegittimamente erosi agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa, anche di tipo convergente». Il calcolo dei giorni di servizio che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, che, praticamente per tutti, coincide con i termini decisi dalla Legge di Stabilità, con cui è stata vietata la pratica, e cioè i primi di aprile. La restituzione di quanto addebitato ingiustamente potrà avvenire anche in più fatture e non solo sotto forma di “giorni”, che in totale sarebbero circa 24 per chi ha mantenuto lo stesso operatore. Positivo, naturalmente, è il commento delle associazioni dei consumatori, che cantano «vittoria». Difficile, invece, dire quanto costerà alle aziende questa soluzione, visto che le tariffe e i consumi sono i più diversi. Il Codacons, in passato, si era comunque spinto a stimare in 500 milioni di euro la somma necessaria per ripagare tutti.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this