18 Maggio 2018

I distributori difendono il bonus Fvg

bearzi: «l’ aumento è limitato. la prossima giunta deve confermare gli sconti»
UDINE«L’ aumento c’ è ma è strutturale. È salito il prezzo del greggio. Siamo quasi a 80 dollari al barile. E questo incide in Italia quanto in Austria e Slovenia». Parola del capogruppo dei distributori di carburanti di Confcommercio, Bruno Bearzi, convinto che non ci sia ragione di una rincorsa alle pompe estere.«È aumentato il costo del prodotto, paghiamo il prezzo della congiuntura». Il leader dei benzinai Fvg rivendica però la bontà del bonus benzina regionale, che nella zona a maggior tutela garantisce uno “sconto” di 21 centesimi al litro di benzina. Viceversa, l’ aumento del prezzo al libro di benzina è stato di circa 1 centesimo di euro a settimana. «Parliamo quindi di 3-4 centesimi di aumento nell’ ultimo mese», sottolinea Bearzi che se da un lato riconosce il caro prezzo, non rinviene però gli estremi del dramma e la necessità di riprendere il via vai che negli anni ha spinto molti a recarsi in Austria e Slovenia in cerca di un po’ di risparmio. «Sono tutti pronti a denunciare qualche centesimo di rincaro, ma quando, com’ è stato nei mesi passati, il prezzo era sceso di altrettanti centesimi nessuno ha detto nulla». L’ osservazione è rivolta al Codacons, che ha invitato i Nas ad indagare sul caro pieno. «Siano altrettanto onesti – attacca il capogruppo della Figisc regionale – e intervengano anche quando i prezzi calano».Il capogruppo difende poi la misura regionale, che garantisce ai residenti in Fvg sconti sul litro di carburante che vanno da un minimo di 9 centesimi in fascia due per il litro di diesel a un massimo di 21 in fascia uno per il litro di benzina. “Sconto” che, ricordiamolo, è finito nel mirino dell’ Ue che ha deferito l’ Italia alla Corte di Giustizia ritenendo lo “sconto” un ostacolo al corretto funzionamento del mercato interno. In attesa che sia scritta l’ ultima parola, la Regione ha continuato a finanziare la misura che ora Bearzi si augura venga confermata pure dal futuro esecutivo. «Parliamo di un provvedimento che si paga da sé e rappresenta un elemento di positività nel bilancio regionale. Dirottare quei soldi altrove avrebbe un effetto negativo. Tra gli altri proprio di spingere oltre confine gli automobilisti, con un conseguente calo di liti erogati e dunque di tasse che restano sul territorio regionale», chiude Bearzi.(m.d.c.)

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