17 Aprile 2018

Il Codacons: censura assurda. La federazione islamica: richiamo al rosso del deserto

Le statue coperte diventano un caso

so della statua di Epaminonda, celata perché stonava con l’ ambientazione marocchina allestita per un convegno della comunità musulmana, travalica i confini della Liguria ed irrompe nell’ agenda politica nei giorni cruciali per la formazione del governo. «Solo a me questa sembra una follia?», commenta Matteo Salvini sui social network. Ad innescare le polemiche era stato l’ artista Mario Capelli Steccolini, il restauratore dell’ Epaminonda, accusando via social i musulmani di aver coperto la sua opera e di avergli chiesto di spostare un quadro con una donna con la schiena nuda. La ricostruzione della comunità musulmana è diversa. «Chi parla di censura ci offende-replica Chams Eddine Lahcen, presidente della Federazione islamica della Liguria -. La statua è stata coperta soltanto per ricreare il rosso del deserto del Marocco e per poche ore». Ma la polemica è sempre più rovente ed innesca la reazione di tutti i leghisti liguri. «C’ è chi, sostenuto dai vari buonisti di sinistra, vuole trasformarci in Ligurabia – commenta il vice capogruppo regionale della Lega, Paolo Ardenti -. Lottiamo contro ogni imposizione e totalitarismo, per difendere le nostre tradizioni, la nostra arte e cultura». Per la neo deputata Sara Foscolo: «Non c’ era motivo di occultare la nostra arte, neanche per poche ore. Quando noi andiamo in vacanza in altri Paesi rispettiamo culture e tradizioni». Ma il caso ha richiamato anche la deputata di Fratelli d’ Italia Ylenja Lucaselli: «Se la statua era incompatibile con l’ ambientazione marocchina dell’ evento, non si capisce come possa esserlo il “prodotto finale”, ossia una statua con un velo rosso addosso. Il sospetto è che sia emerso ancora una volta l’ effetto collaterale del multi culturalismo fallimentare. Bisogna riflettere». Toni durissimi sono poi arrivati dal Codacons: «Ancora una volta le opere d’ arte italiane vengono censurate in nome di esigenze cerimoniali assurde – spiega il presidente Carlo Rienzi-. Per la seconda volta, dopo la visita uf ficiale di Hassan Rouhani nel 2016 nei musei capitolini a Roma, l’ Italia regala una brutta immagine di sè. Chi ha deciso di coprire la statua ha sbagliato». Unica voce fuori dal coro delle condanne è quella del deputato pentastellato Mat Il Secolo XIX di ieri con la notizia delle statue fatte coprire a Cairo Montenotte teo Mantero: «Mi sembra che si stia creando una polemica gratuita. Sono d’ accordo che l’ arte è intoccabile, ma lo spazio in quel momento era stato affittato dalla comunità musulmana». Da Cairo arriva infine l’ invito del sindaco Paolo Lambertini (centrodestra) a ristabilire l’ esatta realtà: «Sono stupito da tanto clamore. Si sta cercando la polemica a tutti i costi. Per me tutti hanno diritto a utilizzare il teatro, ma ora una catena di equivoci e leggerezze sta alimentando polemiche e strumentalizzazioni eccessive. Non c’ è stata censura».
luisa barberis

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