Il Codacons: censura assurda. La federazione islamica: richiamo al rosso del deserto
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fonte:
- Il Secolo XIX
Le statue coperte diventano un caso
so della statua di Epaminonda, celata perché stonava con l’ ambientazione marocchina allestita per un convegno della comunità musulmana, travalica i confini della Liguria ed irrompe nell’ agenda politica nei giorni cruciali per la formazione del governo. «Solo a me questa sembra una follia?», commenta Matteo Salvini sui social network. Ad innescare le polemiche era stato l’ artista Mario Capelli Steccolini, il restauratore dell’ Epaminonda, accusando via social i musulmani di aver coperto la sua opera e di avergli chiesto di spostare un quadro con una donna con la schiena nuda. La ricostruzione della comunità musulmana è diversa. «Chi parla di censura ci offende-replica Chams Eddine Lahcen, presidente della Federazione islamica della Liguria -. La statua è stata coperta soltanto per ricreare il rosso del deserto del Marocco e per poche ore». Ma la polemica è sempre più rovente ed innesca la reazione di tutti i leghisti liguri. «C’ è chi, sostenuto dai vari buonisti di sinistra, vuole trasformarci in Ligurabia – commenta il vice capogruppo regionale della Lega, Paolo Ardenti -. Lottiamo contro ogni imposizione e totalitarismo, per difendere le nostre tradizioni, la nostra arte e cultura». Per la neo deputata Sara Foscolo: «Non c’ era motivo di occultare la nostra arte, neanche per poche ore. Quando noi andiamo in vacanza in altri Paesi rispettiamo culture e tradizioni». Ma il caso ha richiamato anche la deputata di Fratelli d’ Italia Ylenja Lucaselli: «Se la statua era incompatibile con l’ ambientazione marocchina dell’ evento, non si capisce come possa esserlo il “prodotto finale”, ossia una statua con un velo rosso addosso. Il sospetto è che sia emerso ancora una volta l’ effetto collaterale del multi culturalismo fallimentare. Bisogna riflettere». Toni durissimi sono poi arrivati dal Codacons: «Ancora una volta le opere d’ arte italiane vengono censurate in nome di esigenze cerimoniali assurde – spiega il presidente Carlo Rienzi-. Per la seconda volta, dopo la visita uf ficiale di Hassan Rouhani nel 2016 nei musei capitolini a Roma, l’ Italia regala una brutta immagine di sè. Chi ha deciso di coprire la statua ha sbagliato». Unica voce fuori dal coro delle condanne è quella del deputato pentastellato Mat Il Secolo XIX di ieri con la notizia delle statue fatte coprire a Cairo Montenotte teo Mantero: «Mi sembra che si stia creando una polemica gratuita. Sono d’ accordo che l’ arte è intoccabile, ma lo spazio in quel momento era stato affittato dalla comunità musulmana». Da Cairo arriva infine l’ invito del sindaco Paolo Lambertini (centrodestra) a ristabilire l’ esatta realtà: «Sono stupito da tanto clamore. Si sta cercando la polemica a tutti i costi. Per me tutti hanno diritto a utilizzare il teatro, ma ora una catena di equivoci e leggerezze sta alimentando polemiche e strumentalizzazioni eccessive. Non c’ è stata censura».
luisa barberis
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