22 Marzo 2018

Bollette telefoniche, l’Antitrust sospende i rincari delle compagnie

 

Bollette telefoniche, l’Antitrust sospende i rincari delle compagnie previsti da aprile dopo lo stop della fatturazione a 28 giorni. L’Autorità ipotizza un’intesa tra gli operatori.

Lo stop ai rincari delle bollette telefoniche è una vittoria del Codacons e dei consumatori su tutti i fronti. Così l’associazione dei consumatori, che aveva presentato l’esposto all’Antitrust da cui è nato il procedimento sulle fatturazioni a 28 giorni, commenta la decisione dell’Autorità (qui il testo del provvedimento) di sospendere i rincari tariffari annunciati dagli operatori telefonici.

“Si tratta di una importantissima vittoria in favore di milioni di utenti – afferma il presidente Carlo Rienzi –. Il Codacons aveva infatti denunciato all’Antitrust la possibile esistenza di un cartello tra gestori delle TLC per annullare gli effetti dello stop alle bollette telefoniche a 28 giorni e introdurre aumenti contemporanei e nella stessa misura delle tariffe praticate ai clienti, impedendo così agli utenti di migrare verso operatori più convenienti”.

“Ancora una volta grazie all’azione della nostra associazione si evita un danno economico ai consumatori – prosegue Rienzi – Ma la battaglia non si ferma, e approderà anche al Tar del Lazio dove abbiamo chiesto ai giudici di disporre il blocco degli aumenti tariffari previsti per aprile”.

L’Antitrust, come si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Autorità, nella riunione del 21 marzo 2018, “ha deliberato l’adozione di misure cautelari nell’ambito dell’istruttoria avviata lo scorso febbraio per accertare la sussistenza di un’intesa tra TIM, Vodafone, Fastweb e Wind Tre che, tramite l’associazione di categoria Assotelecomunicazioni – Asstel, avrebbero coordinato la propria strategia commerciale connessa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati della telefonia fissa e mobile, a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi introdotti dall’articolo 19 quinquiesdecies del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n. 172/2017)”.

L’Autorità ha ritenuto che “la documentazione acquisita durante le ispezioni confermi prima facie l’ipotesi istruttoria secondo cui le parti avrebbero comunicato, quasi contestualmente, ai propri clienti che la fatturazione delle offerte e dei servizi sarebbe stata effettuata su base mensile anziché su quattro settimane, prevedendo, al contempo, una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, invece che 13”.

“Pertanto, al fine di evitare il prodursi, nelle more della conclusione del procedimento, di un danno grave e irreparabile per la concorrenza e, in ultima istanza, per i consumatori, l’Autorità ha adottato misure cautelari urgenti intimando agli operatori di sospendere l’attuazione dell’intesa oggetto di indagine e di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti” conclude l’Antitrust.

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