Bolletta ogni mese il Tar congela rimborsi ai clienti “I conti aziendali sono a rischio”
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fonte:
- la Repubblica
roma I giudici amministrativi del Tar aprono uno schermo protettivo sulle società della telefonia. Queste società – per ora – non dovranno restituire i soldi che i loro clienti hanno pagato in più a causa della bolletta, illegittima, emessa ogni 28 giorni. Richiesto dal Garante per le Comunicazioni ( dall’ AgCom), in realtà il rimborso ai clienti minaccia di «incidere sugli equilibri finanziari e contabili » delle società, anche perché l’ entità di questo indennizzo è imprecisata al momento, è « indeterminato » . Così scrive il Tar. Peraltro, se le società della telefonia e di Internet indennizzassero gli utenti nella prima bolletta che tornerà alla cadenza mensile ( già ad aprile), questi soldi non tornerebbero più indietro. In caso di futura vittoria in sede giudiziaria, cioè, le società avrebbero difficoltà a recuperare le somme intanto restituite ai clienti. Il rimborso è stato ordinato dal Garante per le Comunicazioni ( l’ AgCom) nella sua delibera di Natale 2017. La restituzione doveva essere commisurata alle giornate che i clienti hanno pagato in più, per colpa della fatturazione ogni 28 giorni, a partire da una data precisa: il 23 giugno 2017. Indennizzi sfumati per sempre, dunque? Non è detto. Abbiamo di fronte, al momento, una sospensione cautelare. Il Tar deciderà sulla legittimità dei rimborsi il 31 ottobre quando esaminerà la questione nel merito. A ottobre, insomma, i risarcimenti potranno anche tornare in pista (come si augurano il Codacons e l’ Unione Nazionale Consumatori). Il Tar ha esaminato il caso delle bollette emesse ogni 28 giorni dopo i ricorsi di Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Eolo e Assotelecomunicazioni ( che è poi la Confindustra). I ricorrenti hanno preso di mira, intanto, la delibera del Garante di marzo del 2017. Questa delibera ha definito la bolletta mensile, emessa dodici volte nell’ anno e non tredici, come l’ unica corretta, virtuosa, trasparente. Su questo punto, il Garante vince davanti al Tar mentre le società ricorrenti escono sconfitte. La bolletta dovrà essere mensile. Nel mirino di alcune società, anche un altro diritto dei consumatori che il Garante ha fissato sempre a marzo del 2017. Il Garante vuole che i clienti con sim prepagata possano conoscere il credito residuo in modo gratuito e attraverso molteplici strade: il sito della società di telefonia, la sua app, un messaggio vocale, un sms di risposta alla richiesta di informazioni. Anche su questo diritto, il Tar dà ragione al Garante e ribadisce che le notizie sul credito residuo – per le prepagate – sono totalmente gratuite. E il Tar dà ragione al Garante, infine, sulle multe che ha inflitto alle società di telefonia sempre a Natale 2017. Aver ignorato la delibera di marzo – che indicava la fatturazione mensile come l’ unica legittima – è costata un milione 160 mila euro a testa a quattro società: Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb. Sanzione ora confermata. Resta aperta la questione dei rimborsi ai clienti, sulla quale i giudici del Tar daranno semaforo verde ( o rosso, si vedrà) il 31 ottobre prossimo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
aldo fontanarosa,
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