Bollette a 28 giorni, TIM e Vodafone tornano alla fatturazione mensile (ma con l’ aumento)
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fonte:
- Today.it
Bollette mensili ma più salate: se la legge ha messo al bando la fatturazione ogni 28 giorni, Vodafone e TIM si adeguano ma lo fanno a modo loro riuscendo comunque a giocare sulla spesa annuale. E il Codacons porta le due compagnie sotto l’ attenzione dell’ antitrust presentando un esposto all’ autorità garante per il mercato evidenziando un “presunto cartello per eliminare la concorrenza ed aumentare in modo identico le tariffe”. Gli operatori telefonici in questi giorni hanno infatti comunicato ai propri clienti rincari tariffari in concomitanza con l ‘addio alle bollette ogni 28 giorni : un aggiustamento che Today aveva già evidenziato il mese scorso per gli utenti Tim Business e che ora trova nuove conferme per i sottoscrittori dei servizi ricaricabili ed in abbonamento. Infatti se la Legge 172/2017 (dl Fisco) ha imposto l’ obbligo per le telco di tornare alla fatturazione mensile entro il prossimo mese di aprile, i costi non verranno rimodulati a quelli che gli utenti avevano prima dell’ arrivo della fatturazione ogni 4 settimane: infatti gli aumenti che le compagnie telefoniche avevano implicitamente imposto ai consumatori “guadagnando” un mese extra di tariffazione, verranno “spalmati” nei 12 mesi dell’ anno: in pratica gli utenti vedranno le proprie tariffe aumentare rispetto a prima dell’ 8.6%. Vodafone ha comunicato con un sms ai propri utenti le modifiche contrattuali: dal prossimo 25 marzo per i clienti privati ricaricabili, dal 5 aprile per coloro che hanno un abbonamento mobile e rete fissa scattano gli aumenti dell’ 8.6% TIM invece attuerà una strada unica per il ritorno alla fatturazione mensile con l’ attuazione dal prossimo 1 aprile sia per la rete fissa che per i clienti ricaricabili o in abbonamento. La beffa è servita : dal prossimo aprile tutto cambierà e tornerà come prima, il prezzo da pagare per i consumatori sarà ancora quello attuale, l’ 8.6% in più rispetto all’ introduzione della fatturazione a 28 giorni. Codacons contro Tim e Vodafone: esposto all’ Antitrust “Ciò che sta accadendo nel mondo della telefonia è inaudito – spiega il Codacons – Alcune società telefoniche hanno infatti deciso di aumentare pressoché contemporaneamente e nella medesima misura le tariffe al pubblico, con incrementi dell’ 8,6% che appaiono a tutti gli effetti un cartello anti-concorrenza ed una beffa per milioni di italiani. Proprio dell’ 8,6% erano aumentati i ricavi degli operatori grazie alla pratica illegale di inviare bollette ogni 28 giorni e non più mensilmente. “Nei giorni scorsi abbiamo presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica contro gli aumenti tariffari decisi da Tim. Ora, dopo l’ annuncio di Vodafone di incrementare i prezzi in egual misura, la situazione si aggrava, perché il sospetto è che possa configurarsi un cartello tra società teso a ridurre la concorrenza a tutto danno dei consumatori”. Anche Wind e Tre tornano alla fatturazione mensile Wind ha annunciato il ritorno al vecchio metodo di emetter fattura a partire dal 5 aprile , ovvero il limite massimo per adeguarsi al cambiamento. Wind ha annunciato che per il momento i clienti abbonati a un pacchetto da linea fissa, ovvero chi ha sottoscritto Wind Home Infostrada , non saranno intaccati da alcun aumento. La Tre dovrebbe invece anticipare al 24 marzo il ritorno alla bolletta mensile. Chi ha diritto al rimborso e come chiederlo L’ Autorità delle Comunicazioni ha multato TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per oltre un milione di euro ad operatore per non aver rispettato la delibera sulla fatturazione mensile, proseguendo con la cadenza a 28 giorni. Ricordiamo inoltre che dal momento che la fatturazione a 28 giorni è stata giudicata illegittima , gli utenti che hanno pagato di più hanno diritto a presentare ricorso alle compagnie . Per il periodo in cui gli utenti hanno pagato le fatture a 28 giorni è adesso possibile fare ricorso , chiedendo la restituzione dell’ eccedenza pagata. Le compagnie telefoniche sono costrette a restituire ai consumatori le somme indebitamente percepite, con l’ obbligo di pagare al consumatore interessato dalla illegittima fatturazione un indennizzo forfettario, non inferiore a 50 euro . Tale indennizzo verrà maggiorato di 1 euro per ogni giorno di fatturazione illegittima. Hanno diritto a fare ricorso tutti gli utenti che hanno pagato le bollette a 28 giorni.
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