Parte del cenone di Natale va in pattumiera ‘è anche chi sceglie la strada del riciclo mac
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fonte:
- Corriere dell`Umbria
AMILANO – Natale non dovrebbe tempo di sprechi, nemmeno in cucina. E invece emerge proprio questo dai dati raccolti da Coldiretti. Due gli aspetti che fanno riflettere: da una parte i 2,5 miliardi spesi dagli italiani per i cibi e le bevande consumati tra la cena della vigilia e il pranzo del 25 dicembre; dall’ altra il 20% degli acquisti che è finito in pattumiera, con una perdita a famiglia di circa 24 euro. “E’ evidente – denuncia il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – come serva diffondere una corretta cultura alimentare. La recentissima legge Gadda contro gli sprechi ha fatto molto, ma ora è necessario avviare una campagna informativa a tappeto in modo da raggiungere le famiglie e fornire loro indicazioni corrette per ridurre le eccedenze alimentari”. I numeri di chi opta per il riciclo, però, sembrano essere incoraggianti. L’ 88% degli italiani si mette a tavola con gli avanzi rimasti sulle mense imbandite per cenoni e pranzi di Natale, riutiliz zati in cucina anche per una crescente sensibilità verso la riduzione degli sprechi per motivi economici, etici e ambientali. Nell’ indagine Coldiretti/Ixè divulgata ieri, il 7% delle famiglie dichiara che non avanza niente mentre il 2% dona in beneficenza e l’ 1% butta nel bidone e il resto non risponde. Secondo la Coldiretti ammonta ad almeno mezzo miliardo il valore di cibi e bevande programmati e non consumati sulle tavole degli italiani. “Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono una ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare sottolinea Coldiretti – un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille”. La frutta secca in più può essere facilmente caramella taper diventare un ottimo torrone, mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro oil panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme. “Recuperare il cibo – continua la Coldiretti – è una scelta che fa bene all’ economia e all’ ambiente anche con una minore produzione di rifiuti”. Sempre in fatto di consumi e abitudini natalizie, per il tradizionale appuntamento del Natale con la tavola è stato speso il 10% in più rispetto allo scorso anno. A prevalere è stato il made in Italy sulle tavole dove si sono affermati- conclude la Coldiretti- il bollito, i polli arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche e idol ci fatti in casa, con il record di una media di 3,3 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti. B.
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